Foto Dizionario TreppecoreDizionario Abruzzese Treppecore, tutti i vocaboli con la lettera N.

A di Arezelà B di Bummàce C di Caviciùne D di Ddu Bòtte E di Entresatta
F di Freèchete G di Gargarozze H di Hufàne I di Inguastite J di Jnnotte
L di Leccamusse M di Mazzamurille N di Nemale O di Ondo P di Papagne
Q di Quajàte R di Ruscicòne S di Sciuscellette T di Tastafèrre U di Uatte Uatte
V di Villegne Z di Zzune      

N

  • na: una
  • na frèche: assai, tanto, molto
  • Nangone: Ancona
  • nannascìscure: altalena
  • nanzè: un po’ (Montebello sul Sangro)
  • nanzegna: poco
  • nanzignitell: un pochettino (Montebello s. S.)
  • na òte, ‘na vote: una volta
  • nasca: adorato
  • naticchia: asticella di legno
  • n'atre: un altro
  • n’atrichettante: altrettanto
  • ncacià: attaccare innevando
  • 'ncaciàte: attaccato – riferito alla neve
  • ncalicà: calcare
  • ncanata: canto dei mietitori
  • ncanutì: incanutire, ingrigirsi, riferito ai capelli
  • ncazzature: arrabbiatura
  • nciampanelle: in difficoltà
  • nciavajà: balbettare
  • nciavaje: balbetta
  • ncicalì: abbagliare – J me ‘ncicalisce, tu te ‘ncicalisce, esse se ‘ncicalisce, nu ce ‘ncicalème, vu ve ‘ncicalète, isse se ‘ncicalìscene. Passato: j me ‘ncicalìve, tu te ‘ncilaliste, esse se ‘ncicalò, nu ce ‘ncicalemme, vu ve ‘ncicalèste, isse se ‘ncicalèttere
  • ncicalìte: abbagliato
  • 'ncime: sopra
  • ncimintà: dare fastidio, prendere in giro. Deriva dal termine cimentare (mettere alla prova, saggiare), sinonimo di provocare, sfidare, un'esortazione al cimento, alla prova. La forma dialettale è molto nota tra i bambini che notoriamente usano canzonarsi, ma anche tra le persone adulte è spesso usata per allontanare gli individui importuni
  • ncine: bastone da pastore
  • ncingigomme, gigomme: gomma da masticare
  • ncofenaturo: tinozza per fare il bucato
  • ncolle: addosso
  • ncotte: scaldato
  • nc so iuit: non ci sono andato (M. sul S
  • ncuccà: incocciare, intestardirsi
  • ncucciàte (ha) ( j ). ha incocciato, hai incocciato, si è intestardito
  • ncucularse: accocolarsi
  • ncuculàte: accoccolato
  • ncuculùne: accoccolato
  • 'ncullà: caricare sulle spalle un peso
  • 'ncullà: incollare
  • ncuolle: addosso
  • ncuoll: a tracolla (Montebello sul S.)
  • ndandalò: altalena
  • ndàsate: compresso, occluso
  • ‘n derre: per terra
  • ndêse (la): udito, sentito
  • ndò: dove
  • ndrà: entrare
  • ndranghete: ci risiamo
  • ndrangulète, 'ndrangulite: crepuscolo
  • ndrappa: panno pregiato
  • ndrà ppijà: prendersela subito. Es.: le solde te le da’ ndrà pijà: i soldi devi prenderteli subito
  • ndrapprendre: intraprendere
  • ndrème: entriamo
  • ndrète: entrate
  • 'ndresciarèlla: altalena
  • ndrimappe: farina molto poco raffinata contenente crusca e grossolane parti del chicco. Veniva impiegata per impastare una rustica pizza (detta appunto "pizze di ndrimappe" ) oppure in alternativa alla farina di mais per fare la polenta
  • ndringhe: brindare (se ndringhe: si brinda)
  • ndrumiente: nel frattempo
  • ndruppicà: inciampare
  • ndruppicate (ha): ha inciampato
  • ndrutàte: sporca
  • ndullòne: persona intontita
  • ndundinite: intontito
  • ndurtielle: oggetto di fantasia
  • necciuole: erba commestibile
  • nèire: moro, negro
  • nemale: animale
  • nèngue: nevica
  • nenguènte: nevicata
  • nennille: bambino
  • nèrchie: pene
  • nerve: frusta da cavallo
  • nesengluocche: pianta commestibile
  • néule (la): dolce tipico sottile che si cuoce tra due ferri roventi
  • 'nfiònfiò: armonica
  • ngacciune: carpone
  • ngalleriàte: riscaldato
  • 'ngandone: di lato, vicino
  • 'ngannavìzze: altalena
  • 'nganne: in gola
  • 'ngarrà: mettere dentro premendo con forza, serrare
  • ngarràte: serrato, stretto, bloccato (es.: nne esce, sta ‘ngarrate: non esce, perché sta molto stretto, serrato, ecc.
  • ngascià: innevare
  • ngasciare: incaciare. Termine che descrive la neve quando attacca al suolo
  • ngastrà: incastrare
  • 'ngenne: brucia
  • nghe: con, ecc.
  • nghellène: con lena
  • nghi: con
  • ngialifà: imbrattare
  • ngiambechì, ‘ngiambecà: inciampare
  • 'ngiufrìte: arrabbiato, nervoso
  • ngocce: in testa, battere in testa
  • ngore: in cuore, al cuore
  • ngrujchite: infreddolito
  • 'nguastìte: guastarsi, imbestialirsi, preoccupato, arrabbiato
  • nguccì: incocciare
  • 'nguculàsse: accoccolarsi, abbassarsi pegando le ginocchia
  • 'nguculàte: abbassato con le ginocchia piegate
  • 'nguculèmece: abbassiamoci, pieghiamoci sulle ginocchia
  • 'nguculèteve: abbassatevi, piegatevi sulle ginocchia
  • 'nguculùne: abbassato, piegato sulle ginocchia
  • nguille: anguilla
  • ngulotu: esclamazione di sorpresa
  • ngurdà: incordare, si sdopera anche per descrivere una condizione fisica, quando ci si sente molto legati, per essere stati troppo fermi. Es.: mò m’hja stenne mbò, me sente tutte ngurdàte. Adesso devo stendermi un po’ (stendersi, nel senso di stendere braccia e gambe, oltre a fare altri movimenti per alleggerire muscoli e nervi), mi sento tutto legato, incordato
  • ngurdinìzie: alimenti per persone ingorde. Di solito si riferiva alle carni molto grasse (soprattutto maiale ed insaccati), ma anche a primi a base di pasta con condimenti molto pesanti.
  • ngustiate: dispiaciuto, preoccupato
  • nìbbele: ginepro (fra-i-nibbele: fra i ginepri )
  • nnicchiere: campo incolto, in stato di abbandono. E' stupefacente l'ètimo di questa parola che deriva dal termine italiano "nicchia" non nella sua accezione più comune (incavo), ma in quella dottissima che, in ecologia, indica specificamente il luogo in cui si realizzano i fattori ambientali convenienti alla crescita di una specie. La "nnicchiere" è quindi una sorta di microcosmo ecologico nel quale si sono prodotte naturalmente tutte le condizioni vitali che consentano la crescita spontanea (selvatica) delle piante. Il termine italiano in questione deriva dal verbo "nicchiare" (sempre in tema di scienza ecologica) che deriva a sua volta dal latino volgare "nidiculare" cioè mostrare ostilità (aspetto selvatico): la stessa che mostra una "nnicchiere" ricoperta di rovi
  • nieste: presto, subito, usato anche per: a sufficienza
  • nillùcce: anellino
  • nimije: anemia
  • ninguente: fitta nevicata
  • ninte: Niente
  • 'nnànze: avanti
  • 'nnazzicà: cullare
  • nninte: avanti
  • nninze: davanti
  • nnocche (la): fiocco, nodo (decorativo). Dall'italiano "nòcchio", termine della botanica col quale vengono genericamente indicati i "nodi" che alterano la linearità di un ramo o di un tronco: Cresce l'abete schietto e senza nocchi (Poliziano). In dialetto il termine viene usato al femminile e, per allegoria, riferito al "nodo" decorativo col quale viene serrato un nastro per farne un finocce: nocciolo, seme di un frutto, sansa di olive
  • none: no
  • nònnete: tuo nonno
  • nòve: nuovo
  • nquastite: arrabbiato
  • nserrà: chiudere
  • nsertà: innestare
  • ntarassusiè: non sia mai
  • ntere, ntire: intero, integro
  • ntrmmapp: grigio (M. sul S.)
  • ntrattiè: letteralmente vuol dire intrattenimento, ma la parola, di solito, era usata dagli adulti quando, per qualsiasi motivo, si volevano allontanare i bambini. È tipica la frase: va da la zie ca ti dà na nzè di
  • ntrattiè (vai da zia che ti da un po' d'intrattenimento)
  • ntravurzà: infilare a forza. Derivante dall'unione della parola latina intro (entro, dentro) e da quella italiana forzare. Quindi forzare dentro
  • 'ntrìtili: pasta grattugiata
  • 'ntròcchia: prostituta
  • ntruosche: intestino
  • 'ntruncà: toccare
  • 'ntruppecà: inciampare
  • ntunate: contuso. Derivante dal termine italiano intronato (participio passato di intronare) cioè scosso, offeso: proviene, infatti, dal latino attonare (scuotere col fragore del tuono)
  • nu: non, un, uno,noi
  • nùce: noce
  • nuccùne: un poco
  • nucélle (la): nocciolina, arachide
  • nusca: muschio
  • nzacc cummuò: non so perché (M.sul S.)
  • nzalate: insalata
  • 'nzazzarate: sporco
  • nze: non
  • nzè nzegne: poco, in minima quantità. Decisamente bizzarro questo termine che, specialmente nella forma più contratta, nasconde abilmente il suo ètimo. Il significato indicato non allude esclusivamente ad una quantità tangibile o fisica ma, al pari delle corrispondenti forme idiomatiche italiane, anche ad un valore figurato, morale, qualitativo. Il vocabolo deriva dall'italiano "insegna" (e ne conserva anche il genere femminile) nel suo significato più arcaico di "…(omissis) contrassegno atto a fornire un riferimento quantitativo nell'ambito di convenzioni specifiche". Per abuso linguistico, il termine è poi passato ad indicare la porzione "più piccola" del citato riferimento quantitativo. Del resto, già nella società medievale il popolo soleva ironicamente definire col termine "insegna" una esigua quantità di qualcosa con chiaro riferimento alle indicazioni riportate su alcune "insegne" pubbliche, volute per ordinanza dei Feudatari, che recavano il costo di taluni prodotti riferito alle quantità minime (per contenerne, almeno visivamente, il costo…!)
  • 'nzevàte: unto
  • nzimbre: insieme
  • nzo: non ho
  • nzulfanite: arrabbiato

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