Anversa degli Abruzzi

Anversa degli Abruzzi, provincia de L'Aquila, AbruzzoIn provincia de L’Aquila, in Abruzzo, ad una altitudine di circa 560 metri, si trova un piccolo incantevole borgo dal nome di Anversa degli Abruzzi.

Dalla presenza di necropoIi all’interno del suo territorio si è arrivati ad affermare che i primi insediamenti nella sua area siano avvenuti già nell’età del bronzo, e cioè nell’intervallo di tempo che và dal 3500 al 1200 a.C.. In epoca preromana, invece,  tra il IX ed il IV secolo a.C., proprio all’altezza dell’attuale centro abitato, vi era un insediamento fortificato che possedeva tre necropoli nelle sue vicinanze, a San Carlo, Coccitelle e Fonte Curzio.  In epoca alto-medievale l’area era abitata da piccole comunità di monaci benedettini cassinesi e volturnesi.

I primi riferimenti documentati sul borgo di Anversa degli Abruzzi risalgono al XII secolo, precisamente all’anno 1150, quando l’antico paese, insieme a quello della vicina Castrovalva, venina annoverato nel Catalogus Baronum, documento voluto dal re normanno Ruggero II, tra i possedimenti del conte Simone di Sangro. I due feudi vennero poco dopo persi dai di Sangro, nobile famiglia di origini francesi, allorquando Raynaldo, succeduto a Simone, si schierò contro  Federico II, re di Sicilia, duca di Svevia ed imperatore del Sacro Romano Impero.

Intorno al XV secolo l’antico borgo passò di mano in mano sotto il governo di grandi famiglie nobiliari. Dapprima, nel 1431, vi fu l’avvento dei Caldora di Pacentro, poi, nel 1479 fu la volta di Niccolò da Procida, a cui si devono notevoli migliorie strutturali, fino ad essere venduta alla famiglia Belprato, nel 1493, che ne rimase al potere fino al 1631. Proprio sotto la signoria dei Belprato il paese visse il periodo del suo massimo splendore, specialmente dopo che, nel 1500, Gianvincenzo Belprato fondò l’Accademia letteraria degli Addormentati che fece assurgere la cittadina agli onori della cronaca quale rifermento dal punto di vista culturale, richiamando letterari, scienziati ed umanisti da tutta Italia.

Verso la fine periodo artistico e culturale del Rinascimento, intorno al XVI secolo, sotto il dominio degli Orsini e dei Di Capua, Anversa degli Abruzzi diede i natali ad importanti ceramisti, quali Gentili, Pompei, Di Cola, Ranalli e Marcelli, la cui vena artistica fu riconosciuta ed apprezzata in tutto il territorio italiano.

A cavallo del XVIII secolo il paese visse il suo periodo peggiore a causa di due terribili eventi: l’avvento della peste, propagatasi dalla città di Napoli nel 1656, e il tremendo terremoto che la colpì duramente nel 1706.

Nel 1715, dopo il brevissimo periodo che vide il principe di Scalea al suo governo, il borgo passò sotto il controllo della famiglia dei Recupito che vi rimase al potere fino al 1806. Il malgoverno del lungo domino dei Recupito portò anche ad una violenta rivolta popolare nell’anno 1799.

Foto Anversa degli Abruzzi

Un altro terribile terremoto, datato 1915, fu causa della morte di alcune persone e della distruzione di gran parte dei monumenti cittadini.  

Nei primi anni del novecento il borgo di Anversa degli Abruzzi è passato agli onori delle cronache per la celeberrima opera letteraria “la fiaccola sotto il moggio”, scritta de Gabriele D’Annunzio nel 1905, ed ambientata proprio in questo paese.

Molti sono i monumenti ed i luoghi di interesse custoditi dalla cittadina. Tra gli edifici religiosi spiccano per rilevanza la chiesa di Santa Maria delle Grazie, opera del XVI secolo, in stile romanico, e la chiesa di San Marcello, anch’essa di stile romanico, dell’XI secolo, con un bellissimo portale tardo-gotico. Meritano, comunque, di essere menzionate la chiesa di Santa Maria di Nives, del IX secolo, della quale rimangono solo i resti, e quella di San Vincenzo, del XIII secolo, anch’essa andata quasi totalmente distrutta a causa dei vari terremoti subiti.

Del castello normanno che un tempo dominava l’intera cittadina è rimasto ben poco. Nato intorno al XV secolo su preesistenti ruderi di antiche torri, probabilmente risalenti al XII secolo, è stato spazzato via quasi del tutto dal terremoto del 1706.

Altri luoghi di interesse sono rappresentati dalle antiche porte della città, Porta Pazziana e Porta San Nicola, e dalle Case Dei Lombardi, costruite intorno al XVI secolo.

Di notevole interesse sono anche le necropoli ubicate non lontano dal centro abitato e la frazione di Castrovalva, antico suggestivo borgo posto, ad una altitudine di 820 metri, in una posizione dominante rispetto alle Gole del Sagittario.  

Il territorio dell’antico borgo è ricco anche di importanti punti di interesse naturalistico. Circondata dal fantastico scenario naturale di selvagge pareti rocciose che cadono a strapiombo dando vita ad un grande canyon, a sua volta attraversato dalle travolgenti acque del fiume Sagittario, dalla cittadina è possibile percorrere un piccolo tragitto che conduce ad uno dei percorsi più spettacolari della Riserva Naturale delle Gole del Sagittario.

Tra le manifestazioni ospitate dalla cittadina sono degne di segnalazione la festa patronale di San Marcello e la suggestiva Processione al Lume delle Fiaccole del Venerdì Santo.

Come arrivare ad Anversa degli Abruzzi

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada A14 e, giunti in Abruzzo, imboccare, nei pressi di Pescara, l’autostrada A25 in direzione di Roma. Una volta usciti al casello di Cocullo, prendere la strada provinciale 60 (SP60) in direzione di Anversa degli Abruzzi.

Da Pescara: imboccare l’autostrada A25 in direzione di Roma. Una volta usciti al casello di Cocullo, prendere la strada provinciale 60 (SP60) in direzione di Anversa degli Abruzzi.

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