Caramanico Terme

Caramanico TermeIn Abruzzo, nella provincia di Pescara, nella confluenza del fiume Orta con il suo affluente Orfento, ad una altitudine di circa 650 metri è situato il borgo di Caramanico Terme.

Appartenente al Club dei Borghi più Belli d’Italia, Caramanico Terme è immersa nella riserva naturale della Valle dell’Orfento, una delle prime aree protette create in Abruzzo, territorio integrante del Parco Nazionale della Majella.

La sua origine è antichissima: i primi frequentatori del territorio appartenevano alla specie ominide dell’Homo Erectus, cui seguì, nel tempo, la presenza anche dell’Homo Sapiens, in un periodo che và da 500mila a 40.000mila anni fa. Gruppi di cacciatori nomadi, inoltre, nel paleolitico usavano salire sulla Majella, rifugiandosi in grotte ed accampamenti stagionali all’aperto.

Nella Valle Giumentina, un bacino lacustre che si è prosciugato circa 40.000 anni fa, sono state trovate amigdale, frecce, rasoi, ed altri utensili di pietra lavorata. Successivamente nel fondo valle, nella Piana del Luchi, ricca di particolari e suggestive formazioni geologiche, vi sono stati insediamenti di popolazioni italiche. Ciò è documentato da reperti quali ex voto, monili e luoghi di culto dedicati precedentemente ad Ercole e trasformati in eremi Celestiniani quali quelli di San Bartolomeo, San Giovanni dell’Orfento e Santo Spirito.

L’attuale nucleo di Caramanico Terme si è probabilmente sviluppato nel periodo delle invasioni longobarde, ed anche il nome di Caramanico deriverebbe da Arimannia, un insediamento fortificato e strategico fondato da Teodelapio, figlio del duca di Spoleto Faroaldo, concesso, come solevano fare i longobardi, in affitto gratuito ai soldati che lo avrebbero utilizzato per il loro mantenimento, offrendo in cambio la difesa da attacchi nemici. Il nome sarebbe quindi derivato dalla parola longobarda harimann, dal significato di distretto, insediamento.

Esiste anche una leggenda sull’origine del nome del borgo,  basata su un documento del Chronicon Casauriense, prezioso testo di cronache medievali, secondo la quale una lunghissima guerra fra due famiglie del posto sarebbe stata risolta da un monaco della stirpe di Carlo Magno che convinse le due fazioni a riunirsi per edificare un nuovo villaggio, e sarebbe stato lo stesso monaco a costruire una prima cittadella fortificata. I cittadini avrebbero dato al borgo, in seguito, il suo attuale nome come gratitudine nei confronti del “caro-monaco”, da cui sarebbe derivato il nome di Caramanico.

Da alcuni atti di vendita risulta che Caramanico esistesse già nell’anno 601. Certamente il borgo rappresentò, con il suo castello arroccato in cima al paese, le antiche torri di avvistamento, e le sue case mura, una strategica roccaforte, quasi inespugnabile, posta a controllo delle antiche strade romane Tiburtina Valeria e Claudia, fondamentali collegamenti anche con la città di Napoli.

Foto Caramanico Terme

Il borgo di Caramanico Terme è stato, negli anni, feudo di alcune delle famiglie nobiliari più importanti del tempo. Nel XV secolo divenne feudo della regina Giovanna II di Napoli, conosciuta anche con il nome di Giovanna II D’Angiò-Durazzo, dal 1414 regina di Napoli, che vi concesse una serie di condoni e privilegi . Verso la fine del 1500 le succedettero i Colonna, seguiti dai Gonzaga che apportarono delle importanti migliorie a molti monumenti, soprattutto alla chiesa di San Nicola di bari e a il monastero delle Clarisse, ed infine dai Carafa. Verso la metà del 1600 Bartolomeo d’Aquino acquistò Caramanico pagando 170mila ducati, e la sua famiglia vi restò al potere fino al XVIII secolo.

Dopo aver subito ingenti danni a causa del violento terremoto dell’anno 1706 ed essere diventato comune autonomo nell’anno 1806, liberandosi della storica sottomissione al regno di Napoli, Caramanico dovette soffrire prima delle devastazioni apportate dalle scorribande ad opera dei briganti, e poi del fatto di essere stato fronte di Guerra della Seconda Guerra Mondiale dalla parte tedesca della Linea Gustav, linea che nel 1943 divideva in due la penisola italiana, con i tedeschi al nord di essa e gli alleati al sud.

Caramanico, conosciuta già nell’anno 1576 per la presenza nel suo territorio delle acque sulfuree ed oligominerali, inaugurò il suo primo stabilimento termale nell’anno 1901, e solo nell’anno 1960 vide modificarsi il proprio nome in Caramanico Terme.

Oggi Caramanico Terme rappresenta un importante centro turistico ed uno fra i più importanti luoghi d’Italia atti allo svolgimento di attività di prevenzione, cura e riabilitazione, grazie alla presenza di acque minerali sulfuree e oligominerali.

L’impianto del borgo è rappresentato da un castello appartenuto alla famiglia Aquino di cui oggi esistono solo piccole tracce.

La cittadina è ricca di monumenti e di importanti luoghi di interesse da visitare. Tra gli edifici religiosi vanno segnalati: la chiesa di Santa Maria Maggiore, in stile gotico, costruita nell’anno 1476; l’ex convento delle Clarisse, ora sede di mostre e convegni, antico edificio seicentesco situato nella parte bassa del borgo, da dove è possibile godere di un panorama mozzafiato; la chiesa di San Nicola di Bari, del XIV secolo, che presenta una ricca facciata molto scenografica; la chiesa di San Domenico o di San Tommaso D’Aquino.

In contrada San Tommaso di particolare interesse è l’omonima chiesa di San Tommaso, suggestivo edificio romanico del XIII secolo, circondata da ruderi di altri edifici monastici.

Tra i monumenti civili meritano di essere menzionati: una serie di palazzi gentilizi settecenteschi, come quello De Mariniis, con un importante portale bugnato a punta di diamante; due magnifiche fontane rinascimentali; la Porta delle Nasse e la Porta di Fonte Cagnesco, antiche porte di accesso al borgo.

Particolarità delle case poste nelle strade principali è la presenza sulla facciata di nicchie dove un tempo venivano posizionati lumi ad olio che si usavano come illuminazioni durante le nottate.

Caramanico Terme vanta anche un patrimonio di notevole interesse dal punto di vista naturalistico. Fa parte del suo territorio, infatti, tutta la Valle dell’Orfento, uno dei più spettacolari e selvaggi valloni d’Abruzzo e di tutta Italia, con la possibilità di poter effettuare una serie di affascinanti escursioni. Ubicati all’interno della sua area, di notevole interesse sono gli eremi di Sant’Onofrio e di San Giovanni dell’Orfento, quest’ultimo interamente scavato nella roccia, conosciuto anche perché vi ha dimorato Papa Celestino V.

Come arrivare a Caramanico Terme

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica A 14 e, una volta giunti in Abruzzo, in prossimità di Pescara imboccare l’autostrada A 25 in direzione di Roma. Una volta usciti al casello Alanno/Scafa, proseguire sulla SS 5 Tiburtina in direzione di Scafa per poi prendere la SS 487 in direzione di Caramanico Terme

Da Pescara: prendere l’asse attrezzato in direzione di Roma/Manoppello e percorrerlo tutto fino ad arrivare a Manoppello. Da lì svoltare a destra sulla SS 5 Tiburtina in direzione di Scafa, per poi prendere la SS 487 in direzione di Caramanico Terme

Lascia un Commento


*