Castello Caldora o Cantelmo

DSC_0036In Abruzzo, in provincia de L’Aquila, sulle pendici del monte Morrone, si innalza, sovrastando il comune di Pacentro, il castello Caldora, denominato anche come Cantelmo, le cui origini risalgono tra il X e l’XI secolo. Il castello è stato nominato per la prima volta nel Chronicon Casauriense dell’XI secolo, raccolta di informazioni medievali concernenti vicissitudini dell’abbazia di San Clemente a Casauria. Fu eretto, insieme ad altri castelli della Valle Peligna, come struttura difensiva dell’intero territorio contro le incursioni dei saraceni e dei normanni.

Il suo primo impianto prevedeva una base triangolare, con una sola torre rivolta verso il nord, postazione migliore per l’avvistamento dei nemici. Successivamente, nel XIII secolo, fu innalzata una seconda torre, alta 24 metri, posizionata a nord-est. Nel XV secolo il feudo passò a Giacomo Caldora, figlio del feudatario Giovanni Antonio e di Rita Cantelmo. Il Caldora era un potente capitano di ventura, schierato dlla parte degli angioini. Con esso e con il figlio Antonio furono eseguite molte modifiche tra le quali la costruzione di altre 2 torri quadrate e l’edificazione di un’ala abitativa. Con la caduta degli angioini del 1464, i Caldora persero tutti i loro possedimenti ed il loro feudo passò nelle mani della famiglia Orsini, aragonesi del ramo di Napoli. Essi furono gli artefici della costruzione delle torri cilindriche, andate perse nel tempo, non solo come protezione di quelle quadrangolari, ma anche come base logistica per l’istallazione delle nuove armi da fuoco, come, ad esempio, i cannoni. Inoltre, per maggior protezione, furono costruite nuove mura di cinta intorno a quelle preesistenti, ormai in condizioni rovinose. Dopo la successione di nuovi importanti feudatari come i Colonna ed i Barberini, subentrano i marchesi Recupito di Raiano che ne rimarranno al governo fino alla fine del feudalesimo.

Attualmente la struttura del castello è a forma trapezoidale. Dai bastioni difensivi spiccano le 3 alte torri a base quadrata,  delle quattro preesistenti, due delle quali risultano addossate ai ruderi delle torri difensive circolari. Le tre torri restanti sono: la Torre dell’Assedio, la più antica, chiamata probabilmente così per l’assedio subito dall’esercito di Federico II. La Torre del fantasma, la più decorata. La Torre del Possesso del Re, situata dietro il ponte levatoio, il cui nome probabilmente si riferisce ala fatto che i feudatari solevano salire su di essa per ammirare il territorio in loro possesso.

Sulla fortificazione sono presenti una serie di stemmi e, anche se i segni del tempo hanno reso difficile la loro decifrazione, pare che alcuni di questi possano essere attribuiti alla famiglia Orsini.

Per accedere al castello, al consto di 1,50 Euro a persona, occorre chiamare uno dei quatto numeri telefonici posti su una targhetta davanti al suo cancello principale, ed in brevissimo tempo gli addetti saranno a vostra disposizione.  

Come arrivare a Pacentro

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica A14, con direzione Bologna, se si proviene dal Sud, o Bari, se si proviene dal Nord. Giunti in Abruzzo, nei pressi di Pescara imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire a Bussi/Popoli, seguire prima l’indicazione per L’Aquila sulla strada statale 17, per poi proseguire sulla strada provinciale 13 con direzione Sulmona. Seguire, poi, l’indicazione Pacentro

Da Pescara: imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire a Bussi/Popoli, seguire prima l’indicazione per L’Aquila sulla strada statale 17, per poi proseguire sulla strada provinciale 13 con direzione Sulmona. Seguire, poi, l’indicazione Pacentro

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