Castello di Bominaco

Situato sulla cima del colle che domina Bominaco, non lontano dal borgo di Caporciano, il castello venne verosimilmente edificato durante il XII secolo. Distrutta dalla guerra tra Angioini ed Aragonesi, la fortezza venne ricostruita da Cipriano da Iacobuccio da Forfona, previo consenso di papa Martino V. Il castello aveva  solo funzioni militari e non abitative, a difesa del monastero e degli abitanti del luogo.

La sua struttura è costituita da una cinta muraria trapezoidale, interrotta da torri a base quadrata, e da una imponente torre circolare di avvistamento, costruita intorno al XV secolo. Probabilmente, sulla sommità di questa torre si accedeva tramite scale di legno amovibili, dato che non sono stati rinvenuti indizi che facciano pensare ad altri tipi di strumenti strutturali possibili di accesso.  Le mura sono state costruite con la metodologia a sacco, molto usata per la realizzazione di edifici storici e difensivi, con pietre di piccola pezzatura. La sua composizione era essenziale per permettere al meglio la sua difesa anche da parte di tutti gli abitanti. 

Il castello, oggi agibile perché recentemente restaurato, è raggiungibile attraverso un sentiero moderatamente scosceso dalla frazione di Bominaco.

La visita al castello è gratuita.

Bominaco

Bominaco è un piccolo borgo medioevale, frazione del comune di Caporciano, situato in provincia de L’Aquila, Abruzzo. La sua posizione predominante rispetto alla piana di Navelli gli permetteva di monitorarne una vasta porzione di  territorio. Anticamente Bominaco fu parte integrante di un vasto complesso monastico costruito ad opera dei monaci benedettini. Non è semplice avere una ricostruzione storica del monastero poiché, nel tempo, sono andati perduti tutti i suoi più importanti documenti, compreso l’importantissimo Registrum Actorum et Scripturarum S. Mariae de Bominaco. In alcuni scritti del Chronicon Farfense risalenti all’XI secolo, i primi, disponibili, che danno testimonianza della sua esistenza, il borgo veniva chiamato con il nome di Mamenacus. Dagli stessi scritti si apprende che il complesso monastico appartenne all’abbazia di Farfa fino alla fine del l’XI secolo, allorquando, dopo la conquista normanna, passò in dono a Giovanni, vescovo di Valva. Questo passaggio di mano vide lungamente come oppositori gli stessi monaci benedettini, che si sottomisero definitivamente al vescovo di Valva soltanto nel 1342.  Dopo un periodo di annessione alla diocesi de L’Aquila, nel 1423 il borgo venne saccheggiato e duramente danneggiato da Braccio da Montone, durante la guerra tra Angioini ed Aragonesi. 

Nonostante le molte dispute e le lotte che nel tempo si sono susseguite per il predominio su Bominaco,  fortunatamente alcuni dei suoi tesori sono riusciti ad arrivare fino ai nostri giorni. Tra tutti, vanno ricordati la Chiesa di Santa Maria Assunta, l’Oratorio San Pellegrino ed il suo castello, il castello di Bominaco.

Come raggiungere Bominaco

 Dal Nord Italia: prendere l’autostrada A14 in direzione di Bari, arrivati in Abruzzo uscire al casello Teramo/Giulianova/Mosciano Sant’Angelo. Prendere, poi, l’autostrada A25 con direzione L’Aquila. Una volta uscito a L’Aquila est, imboccare la strada statale 17 (SS17) con direzione Pescara. Prendere lo svincolo per Caporciano sulla strada provinciale 40 (SP40). Seguire, poi, le indicazioni per la frazione di Bominaco

Dal Sud Italia: prendere l’autostrada A14 con direzione Bologna, arrivati in Abruzzo, presso Pescara, imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire al casello Bussi/Popoli, seguire la direzione L’Aquila prendendo la strada statale 17 (SS17) fino alla svincolo per Caporciano sulla strada provinciale 40 (SP40). Seguire, poi, le indicazioni per la frazione di Bominaco

Da Pescara: imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire al casello Bussi/Popoli, seguire la direzione L’Aquila prendendo la strada statale 17 (SS17) fino alla svincolo per Caporciano sulla strada provinciale 40 (SP40). Seguire, poi, le indicazioni per la frazione di Bominaco

 

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