Civitella del Tronto

Civitella del Tronto, provincia di Teramo, Abruzzo001In Abruzzo, nella Val Vibrata, nei cui pressi scorre il torrente omonimo, su uno sperone di travertino dominato da un’imponente fortezza, è situato il borgo di Civitella del Tronto, provincia di Teramo.

E’ un antico splendido borgo medioevale, parte del club dei “borghi più belli d’Italia”, di cui non conosciamo le origini. Da rinvenimenti di reperti archeologici provenienti dalle oltre trenta grotte, come quelle di Sant’Angelo e Salomone, ubicate in località Ripe di Civitella, risulta che questo territorio fosse già abitato sin dal periodo paleolitico superiore, da 36.000 a 10.000 anni a.C., e nel periodo neolitico, tra i 9.000 e i 10.000 anni a.C..

Alcuni studiosi ritengono che Civitella del Tronto possa essere nata sulle spoglie dell’antica città di Beregra, importante e leggendaria città federata dei Romani. Sicuramente è sorta fra il IX ed il X secolo, quando le popolazioni, per difendersi dalle continue incursioni ungare e saracene e dalle invasioni degli ascolani, si spostarono sotto la protezione della fortezza.

E’ dell’anno 1001 il primo documento, un rogito notarile, che nomina per la prima volta la città di Civitella con il nome di “Tibidella”, in latino volgare. Da un altro documento dell’anno 1069, dove si menziona l’avvenuta carcerazione del conte Gualtiero da parte del conte di Loretello nelle prigioni di Civitella, si è giunti a presume che in quel tempo fosse già presente una fortificazione sulla cima della montagna.

Già nel XIII secolo il paese apparteneva  al Regno di Napoli. Per la sua importanza strategica, situata in una posizione dominante sul fiume Tronto, proprio al confine tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio, nel 1269 Carlo D’Angiò fece fortificare la Civitella con possenti mura angioine. Nell’anno 1442 Civitella venne conquistata dagli Aragonesi, dopo che  Alfonso d’Aragona sconfisse Francesco Sforza. Sotto il dominio Aragonese avvenne un’ulteriore fortificazione del castello, che, per volere dello stesso Alfonso D’Aragona, divenne una vera e propria importante  Piazza Forte in vista delle imminenti guerre con la Francia

Foto Civitella del Tronto

Nel 1557 il francese Francesco di Lorena, Duca di Guisa, generale di Enrico II, alleato del papa Paolo IV, non riuscì ad espugnare Civitella perché la popolazione reagì coraggiosamente, anche le donne, e si difese tanto che i francesi rinunciarono all’assedio. Dopo questa grande resistenza da parte della cittadinanza, Civitella fu chiamata Civitella del Tronto, a ricordo delle battaglie che la videro vittoriosa sul fiume Tronto. I cittadini, come ringraziamento, furono esonerati per 40 anni dal pagamento delle tasse dovute al Regno di Napoli, non solo, ma come segno di riconoscimento dell’alto valore manifestato, Filippo II re di Spagna, fece restaurare gli edifici a proprie spese e, demolite le fortificazioni angioine, edificò nuovamente la fortezza, modificandola per l’uso dei recenti cannoni. Inoltre, diede a Civitella del Tronto l’attributo di città “Fidelissima”.

L’anno 1707 vide un ulteriore passaggio di mano al potere del borgo di Civitella del Tronto. Il paese, infatti,  cadde in mano austriaca, anche per via legittima del Trattato di Utrecht, comprendente una serie di trattati di pace che servì a porre fine alla guerra di successione spagnola, perdendo ogni beneficio fiscale. La dominazione austriaca ebbe vita breve, poiché il 16 agosto del 1734 le truppe di Filippo V di Borbone, Re di Spagna, si impossessarono della cittadina, sancendo l’inizio della dominazione borbonica.

Ci furono due nuovi assedi da parte delle truppe francesi: il primo nel 1798 ed il successivo nel 1806. A nulla valse la strenua difesa della fortezza al comando del maggiore Irlandese Matteo Wade, l’ingente esercito Napoleonico ebbe la meglio riuscendo ad espugnarla.

Dieci anni dopo, con il Congresso di Vienna, Civitella del Tronto entrò a far parte del Regno delle Due Sicilie.

Nel 1861, dopo la caduta di Gaeta e la resa di Francesco II delle Due Sicilie, Civitella del Tronto, ultimo baluardo del Regno Borbonico in Italia, cercò di resistere all’invasione piemontese, finchè l’esercito sabaudo non la bombardò, arrecandogli gravi danni e costringendola alla resa.

Anche durante la Seconda Guerra Mondiale la popolazione di Civitella del Tronto fu attiva, adoperandosi, coraggiosamente, ad aiutare e ad assistere gli ebrei che erano rinchiusi in uno dei due campi di concentramento esistenti nel paese.

La presenza della fortezza ha determinato la lunga storia tormentata di Civitella del Tronto, e la posizione geografica, troppo ambita, ne è stata la causa, ma ha anche contribuito a dare a questo paese l’aspetto di un piccolo gioiello architettonico, aiutato dall’apporto creativo di popolazioni di diverse culture che le hanno saputo imprimere atmosfere da cittadina metropolitana.

Molti sono i monumenti ed i luoghi di interesse custoditi dall’antico borgo: primo fra tutti, fra quelli civili, va menzionata la magnifica Fortezza che sovrasta il paese, un’imponente struttura di circa 25.000 m2, la seconda per grandezza in Europa, un’opera architettonica maestosa da dove si può godere di una vista indimenticabile. Tra gli altri monumenti civili meritano una visita: la “Ruetta”, suggestiva via, la più piccola d’Italia, al cui interno riesce a passare una persona alla volta; il monumento a Matteo Wade, commissionato da Francesco I di Borbone, re delle Due Sicilie, in Memoria dell’ufficiale irlandese; la Porta Napoli, l’unica ancora conservata, addossata alla Chiesa di San Lorenzo, che consente l’ingresso al paese da est.

Il borgo ospita anche una serie di importanti edifici religiosi. Primo fra tutti è l’Abbazia di Santa Maria di Monte Santo, del VI secolo, di origine benedettina, che ebbe un grande potere nel medioevo, alla cui edificazione pare sia intervenuto lo stesso San Benedetto; la Chiesa di San Lorenzo Martire, del XIII secolo, trasformata in bastione durante l’assedio del 1557, ristrutturata in stile barocco nel 1777; la Chiesa di San Francesco, del XIV secolo, di impronta gotico romana, con prezioso rosone trecentesco in pietra, il cui monastero è parzialmente adibito a sede del comune; la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, del XV secolo, con una sola navata e tracce di decorazioni policrome rinascimentali; il Santuario e Convento di Santa Maria dei Lumi, del XV secolo, restaurato svariate volte per i gravi danni patiti a causa delle guerre, dotata di un portico romanico, con arco a tutto sesto, che precede la chiesa, di un’importante scultura lignea policroma, del 1489, posizionata sull’altare maggiore, e di uno splendido chiostro.

Tra le manifestazioni ospitate dal borgo di Civitella del Tronto vanno ricordate: la Festa di Santa Maria dei Lumi, tra il 25 ed il 27 Aprile, festività molto sentita che si conclude con uno spettacolo di fuochi pirotecnici; la Festa di Sant’Ubaldo, protettore della cittadina, con giochi per bambini ed il suggestivo evento delle "alzate dei palloni", che consiste nel far fluttuare degli aerostati disegnati dalle scuole locali; la Sagra delle Ceppe, verso la fine di Luglio, una sorta di pasta fatta a mano a forma di bucatini, tipico piatto tradizionale teramano; “A la Corte de lo Governatore”, presso la Fortezza, rievocazione storica con un banchetto in costumi d’epoca, dal 13 al 16 Agosto.

A ridosso del paese di Civitella del Tronto, nella parete rocciosa situata sul lato ovest della rupe del borgo, è presente una palestra di roccia intitolata a Gianmario Camilli, scomparso in un incidente durante un'esercitazione con l'elicottero, dove è possibile praticare anche l’arrampicata sportiva.

Come arrivare a Civitella del Tronto

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica a 14 e, una volta giunti in Abruzzo, uscire al casello Teramo/Giulianova/Mosciano Sant’Angelo. Proseguire sulla  SS 80, la Strada Statale del Gran Sasso, con direzione Teramo. Imboccare, poi, la SS 81 in direzione di Civitella del Tronto

Da Pescara: prendere l’autostrada Adriatica a 14 ed uscire al casello Teramo/Giulianova/Mosciano Sant’Angelo. Proseguire sulla  SS 80, la Strada Statale del Gran Sasso, con direzione Teramo. Imboccare, poi, la SS 81 in direzione di Civitella del Tronto

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