Cocullo

Cocullo, provincia de L'Aquila, Abruzzo001In Abruzzo, in provincia de L’Aquila, ad una altitudine di circa 897 metri si erge il suggestivo borgo di Cocullo.

Da studi orografici, sulla distribuzione dei rilievi montuosi, si è arrivati ad affermare che il territorio del borgo di Cocullo fosse frequentato dall’uomo già in epoche lontanissime, sia nel paleolitico inferiore medio come nella protostoria, secondo periodo della preistoria. Queste tesi sono state avvalorate dal rinvenimento in queste aree di antichissimi reperti archeologici, quali primordiali arnesi ottenuti dalla levigatura della pietra, del periodo paleolitico, spille in bronzo e parti di corredi funerari, riconducibili all’età del ferro. Dal ritrovamento di diversi bronzetti raffiguranti Ercole Curino e dalla presenza, nelle vicinanze del paese, di una grande necropoli databile tra il IV ed il I secolo a.C., si ritiene che in epoca preromana vi fosse già  insediato un villaggio.

Gli studiosi sono ormai quasi concordi nel ritenere che la città di Koukoulon, che in greco significa conchiglia, citata da fonti di epoca romana, come quella dello storico greco Strabone, nel I secolo a.C., rappresenterebbe un primo insediamento riferibile alla attuale cittadina di Cocullo. Koukoulon, in latino Cucullus, costituiva un importante centro dell’impero romano perché situata vicino al percorso della strada Valeria, via consolare che univa Roma al mare Adriatico. In età augustea Cocullo entrò a far parte del territorio della IV regio dell’Impero Romano, quella del Samnium.

Il ritrovamento di un pavimento a mosaico nella frazione di Casale, sottostante l’attuale borgo, avvalorerebbe la teoria del fatto che l’antico borgo di Koukoulon fosse collocato più in basso della posizione di quello attuale. La cittadina sarebbe stata ricostruita nella ubicazione odierna nell’alto medioevo, con conseguente abbandono di quella precedente, puramente per motivi strategici e difensivi. Il suo posizionamento più elevato rendeva il borgo più sicuro rispetto alla possibilità di essere soggetto a saccheggi, invasioni, incursioni di truppe nemiche o di briganti.

Foto Cocullo

La fortificazione del nuovo borgo venne effettuata intorno al XII secolo. Il paese fu compreso nella Diocesi di Valva, nata nell’area di Sulmona intorno al V secolo, e venne amministrata prima dalla Contea dei Marsi, di epoca longobarda, e poi da quella di Celano, sotto il comando di Antonio Piccolomini. Nel 1591 Cocullo passò, come tutta la contea di Celano, sotto il governo di Donna Camilla Peretti, che acquistò l’intera contea. Il borgo in seguito ha visto al comando del suo feudo molte tra le più importanti e conosciute famiglie nobiliari, quali i Savelli, i Cesarini, i Cesarini-Sforza, i Barberini, i Colonna, I Giustiniani, i Bodavilla. Con l’editto di Napoleone del 1806, con il quale si sancì l’abolizione del feudalesimo, il territorio di Cocullo venne frazionato.

Il borgo di Cocullo, ai nostri giorni, riesce a catturare anche l’attenzione dei visitatori più esigenti, paese ricco di storia, cultura e di tradizioni. Molti sono i monumenti ed i luoghi di interesse custoditi dalla antica cittadina. Tra gli edifici religiosi vanno menzionati: la suggestiva chiesa di Santa Maria delle Grazie, del XII secolo, con affreschi del XVI secolo; il Santuario di San Domenico, eretto su una piccola chiesa antecedente ad esso, oggi chiuso al pubblico a causa dei danni riportati dal terremoto del 6 aprile 2009; la chiesetta di Santa Maria in Campo, eretta nella frazione di Casale.

Tra gli edifici di natura civile vanno segnalati: la cinta muraria che circonda il Rione San Nicola, la parte più antica del paese, con le sue piccole vie, le case in pietra, le bifore, gli antichi stemmi e le vecchie botteghe; la Porta Ruggeri, a sesto acuto, ubicata vicino la torre medievale; la Porta Renovata; la Porta di Manno, realizzata direttamente sulla nuda roccia; la torre, del XII secolo, l’elemento meglio conservato della fortificazione medievale, trasformata dapprima in torre campanaria per l’attigua chiesa di San Nicola di Bari del XIV secolo, distrutta dal terremoto del 1915, e più tardi in torre dell’orologio; la splendida fontana medievale del XII secolo, in perfetto stato di conservazione, con la sua particolare struttura a tre arcate acute.

Tra le manifestazioni e le feste popolari ospitate dall’antico paese è impossibile non citare la celeberrima Festa dei Serpari, ogni anno seguita da decine di migliaia di curiosi che accorrono da tutto il mondo. La manifestazione, che si tiene ogni 1° maggio, si svolge in onore di San Domenico Abate, patrono di Cocullo. Le origini della festa sono antichissime, precristiane. La festa era celebrata in onore della dea Angizia, dal latino anguis, serpente, divinità adorata dai Marsi, dai Peligni e da popoli osco-umbri. I Marsi vedevano Angizia più come una maga che una dea, riconoscendole non solo la capacità di saper guarire dal veleno dei serpenti con l’uso di erbe curative, ma anche quella di poterli uccidere col solo tocco.

Quando San  Domenico Abate venne a vivere, da eremita, nel territorio dell’attuale Villalago, poco distante da Cocullo, la sua fama di poter effettuare miracoli, tra i quali quello di proteggere dal morso dei serpenti velenosi e di guarire chi ne fosse stato colpito, ebbe una così vasta eco che, pian piano, il culto del santo soppiantò quello pagano della dea Angizia.

Ai nostri giorni, la suggestiva manifestazione vede la statua del santo andare in processione per le vie del paese avvolta da una miriade di serpenti, raccolti dai “serpari” nei giorni precedenti, ed immediatamente liberati ai loro ambienti al termine della festa.  

Come arrivare a Cocullo

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica A14 e, una volta giunti in Abruzzo, imboccare, nei pressi di Pescara, l’autostrada A25 in direzione di Roma. Uscire a Cocullo

Da Pescara: prendere l’autostrada A25 in direzione di Roma ed uscire al casello di Cocullo

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