Eremo di San Venanzio

L’Eremo di San Venanzio, che fa parte del territorio di Raiano, provincia de L’Aquila, Abruzzo, si trova immerso in un meraviglioso ed incontaminato contesto naturale, tra le suggestive e omonime Gole di San Venanzio, montagne rocciose incise dallo scorrere del fiume Aterno – Pescara che ha scavato per millenni la dura roccia dei monti Urano e Mentino.

La chiesa è dedicata a San Venanzio, patrono di Raiano, nobile romano convertitosi al cristianesimo, che da Camerino, sua città natale, decise di andare a vivere in questo territorio in compagnia del suo maestro, il prete Porfirio.

La vita del Santo, che morì da martire, a Camerino, il 18 maggio dell’anno 250, decapitato dopo aver rifiutato di abbandonare il credo cristiano per riabbracciare a quello pagano, è costellata di tante leggende celebrative, molte delle quali sono contenute, dagli inizi dell’XI secolo, negli Acta Sanctorum, raccolta di documenti relativi a santi cristiani. Una di queste vede San Venanzio protagonista già all’età di quindici anni, allorquando, rifiutandosi di seguire gli editti dell’imperatore romano Decio, che imponevano il culto degli dei pagani, avrebbe resistito a sevizie di ogni tipo, tra le quali ripetute flagellazioni e pene inflitte col fuoco. La sua incredibile volontà e resistenza al dolore avrebbe spinto a convertirsi i suoi stessi persecutori.

Dopo essere stato imprigionato, il giovane Venanzio avrebbe resistito ad altre tremende torture. Sarebbero stati poggiati carboni ardenti sulla sua testa, i suoi denti e la mandibola fratturate, sarebbe stato dato in pasto anche ai leoni i quali, però, si accovacciarono mansueti ai suoi piedi. La leggenda vuole anche che, buttato giù dalle mura della città, sarebbe stato ritrovato vivo mentre rivolgeva lodi al Signore.

A tutt’oggi non ci sono documenti che certifichino l’anno o il periodo esatto della realizzazione dell’eremo di San Venanzio. La tradizione vuole che la struttura sia stata costruita nel XII secolo. Questa teoria sarebbe confermata da bolle papali di Adriano IV, Lucio III e di Clemente III che, tra la metà e la fine del XII secolo,  fanno riferimento ad un S. Venatii in Rajano. Nella realtà, però, non si sà con esattezza se i documenti si riferissero all’eremo o ad un’altra chiesa. Teorie più accreditate fanno risalire la sua edificazione al XV secolo.

La chiesa è stata costruita in una invidiabile posizione, su uno sperone roccioso a strapiombo sul fiume Aterno – Pescara. La struttura è a pianta rettangolare, con le volte a forma di botte. Al suo interno presenta tre altari, uno centrale e due posizionati ai lati della chiesa. Ai lati dell’altare centrale 2 porticine conducono una alla loggia, e l’altra ad una piccola sagrestia dove è possibile ammirare resti di affreschi del XV secolo. Sul versante orientale della chiesa si accede ad un corridoio che presenta alcune cellette, e che conduce alla suggestiva loggia sospesa sul fiume, che è ancorata ed unisce le due pareti della gola. Dal corridoio si accede anche ad una gradinata che porta alla sottostante cappella delle Sette Marie, dove è conservata un Compianto di Cristo cinquecentesco riferibile al Gagliardelli, opera in terracotta policroma composta da diciassette figure e cinque angeli che pendono dall’alto.

Davanti all’altare maggiore dell'eremo di San Venanzio è posta la Scala Santa, completamente scavata nella roccia, che conduce a quella che rappresenta la parte più antica dell’eremo, una piccola grotta conosciuta come “la crocetta”, ambitissima dai fedeli, perché in quel luogo si riuscirebbe ad individuare l’impronta nella roccia del santo raccolto in preghiera, e, riuscire a toccarla, aiuterebbe a guarire i pellegrini da molteplici acciacchi.

A Raiano il 16, 17 e 18 maggio si onora il Protettore San Venanzio con grandi festeggiamenti, processioni, concerti e giochi in onore del santo, e moltissimi fedeli, che giungono da tutto l’Abruzzo, si recano presso l’eremo per rinnovare l’antica tradizione di toccare i luoghi che conservano le sue miracolose impronte. 

Come arrivare all’eremo di San Venanzio

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada A14 e, una volta arrivati in Abruzzo, in prossimità di Pescara, imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma ed uscire al casello Pratola Peligna/Sulmona. Prendere, poi, la SR5 DIR sempre in direzione di Raiano. Da lì seguire le indicazioni per l’eremo di San Venanzio.

Da Pescara: imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma ed uscire al casello Pratola Peligna/Sulmona. Prendere, poi, la SR5 DIR sempre in direzione di Raiano. Da lì seguire le indicazioni per l’eremo di San Venanzio.

Lascia un Commento


*