Gole di San Venanzio

Le Gole di San Venanzio si trovano nel territorio di Raiano, in provincia de L’Aquila, Abruzzo. Dal 1998 tutta la zona è diventata, con legge della Regione Abruzzo, un’area naturale protetta denominata Riserva naturale guidata Gole di San Venanzio, che si estende per 1072 ettari.

A caratterizzare tutta la riserva sono proprio le Gole, aspre insenature che il fiume Aterno – Pescara ha pazientemente scavato nella roccia con un lavoro lungo millenni, donando a tutto l’ambiente un fascino particolare. A rendere il tutto ancora più speciale è l’energia e la spiritualità che si avverte per la presenza di un luogo magico, l’Eremo di San Venanzio, antichissima chiesa incastonata nella roccia dedicata proprio a San Venanzio, che vi ha dimorato, e dal quale ha preso il nome tutta l’area. Proprio per la presenza del santo non è impossibile imbattersi in pellegrini che giungono qui nella speranza di un miracolo, di una guarigione. La tradizione vuole, infatti, che lungo tutto il sentiero possano essere rinvenute tracce del passaggio del santo, le impronte dei suoi piedi, del suo corpo nel giaciglio in cui si sarebbe disteso, delle sue mani, dei suoi gomiti.

Il fiume Aterno fa da sottofondo sonoro, con il suono dell’impetuoso scorrere delle sue acque limpide e sulfuree che alternano momenti di calma ad altri in cui la corrente si fa più forte, dando vita ad una serie di rapide, mulinelli e di piccole e spettacolari cascate.

L’aspetto selvaggio donato dalle rocce che cadono a strapiombo sul fiume viene accresciuto da una ricca vegetazione rigogliosa e dirompente. Sono presenti boschi, cespuglieti, vegetazione rupestre e vegetazione acquatica. Tra le specie boschive possono essere annoverate il leccio, il salice, il pioppo, la roverella. Tra le piante sono da segnalare, oltre al ginepro, alla ginestra, ed alle tantissime orchidee,  specie molto rare, quali l’efedra dei Nebrodi e la Daphne sericea.

Ricca è anche la vegetazione acquatica. Sulle sponde sono presenti molte specie semisommerse, quali, ad esempio, la tifa, la scagliola palustre, il coltellaccio e la cannuccia palustre. In acqua, invece, si possono trovare il millefoglio d’acqua, il ranuncolo d’acqua ed il muschio.

Il territorio è molto ricco anche dal punto di vista faunistico. In questa zona hanno trovato il loro habitat ideale il falco pellegrino, il falco lanario, l’aquila ed il gracchio corallino. Tra i mammiferi, ci si può imbattere in martore, scoiattoli, gatti selvatici, ghiri, volpi, donnole, e faine. Sono presenti anche dei rettili, come il biacco ed il colubro liscio, e dei rapaci notturni, come il gufo, il gheppio e la civetta.

All’interno della riserva ci sono diversi sentieri ed itinerari da seguire: alcuni facili, affrontabili a piedi o in bicicletta,  ed altri un po’ più impegnativi, consigliati a persone esperte ed allenate. Tra i molti luoghi di interesse del territorio vanno segnalati: l’eremo di San Venanzio, la chiesetta di Madonna De Contra, il borgo di Raiano, il lago di Quaglia, i Graffiti preistorici, le Spogne ed il Castellone.

Come arrivare all’eremo di San Venanzio

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada A14 e, una volta arrivati in Abruzzo, in prossimità di Pescara, imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma ed uscire al casello Pratola Peligna/Sulmona. Prendere, poi, la SR5 DIR sempre in direzione di Raiano.

Da Pescara: imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma ed uscire al casello Pratola Peligna/Sulmona. Prendere, poi, la SR5 DIR sempre in direzione di Raiano.

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