Grotta di Sant’Angelo e chiesa rupestre di Sant’Agata D’Ugno

La Grotta di Sant’Angelo si trova nel territorio del piccolo borgo di Palombaro,  in provincia di Chieti. L’area fa parte del Parco Nazionale della Majella e della riserva naturale di Fara San Martino-Palombaro, area protetta istituita nel 1983. Nella riserva vivono molte specie di uccelli, quali ad esempio l’aquila reale, il falco pellegrino, il picchio muraiolo e la coturnice. Quest’ultima è diventata il simbolo di questa area protetta. In queste aree fanno la loro apparizione anche l’orso bruno marsicano e il lupo appenninico, oltre al cervo, al capriolo, al camoscio d’Abruzzo, al cinghiale ed al gatto selvatico.

Ubicata in località Sant’Agata D’Ugno, la Grotta di Sant’Angelo si trova a circa 1000 metri di altitudine ed a pochi chilometri dal centro abitato. Questa grotta, a differenza delle tante altre che popolano l’area, conserva al suo interno un tesoro, la piccola chiesa rupestre di Sant’Agata D’Ugno. Si tratta di una chiesa rupestre con abside semicircolare che affiora dalla parete rocciosa. Per tradizione la costruzione di questa chiesa vien fatta risalire ad un periodo tra l’XI ed il XII secolo. Sempre secondo tradizione, la chiesa sarebbe stata eretta su un tempio dedicato alla dea della fertilità, Bona. Sembra che, un tempo, le donne si recassero nella grotta per bagnarsi il seno nudo con l’acqua contenuta nelle quattro cisterne, scavate anch’esse nella roccia, che si trovano nella grotta. Questo antico rito sarebbe servito a favorire l’abbondanza di latte.  In un tempo successivo la chiesa di Sant’Agata D’Ugno sarebbe diventata luogo di culto per San Michele Arcangelo.

Di quello che era l’antica chiesa rupestre ad oggi rimane solo l’abside e l’altare. Oltre ai ruderi della chiesa la grotta di Sant’Angelo conserva anche quattro cisterne che servivano per la raccolta di acqua piovana. Nonostante ciò il luogo riesce ancora a sorprendere il visitatore per la sua struggente spiritualità che tuttora lo avvolge.

Difficoltà dell’escursione alla grotta di Sant’Angelo ed alla chiesa rupestre di Sant’Agata D’Ugno

Ala grotta si accede tramite un sentiero che ripercorre uno degli antichi percorsi tratturali. Raggiungendo la località Sant’Agata D’Ugno, una volta parcheggiati i mezzi, occorre fare una piacevole passeggiata a piedi, tra splendidi boschi, di circa venti minuti. Escursione di medio-bassa difficoltà.

Come raggiungere la Grotta di Sant’Angelo e la chiesa rupestre di Sant’Agata D’Ugno

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada A14, con direzione Bari se si procede da Nord o Bologna se si procede da Sud. Uscire a Val di Sangro. Da lì seguire la direzione Villa Santa Maria fino ad imboccare la SS 652 di Fondo Valle Alento con direzione Casoli, Seguire, poi, le indicazioni per Palombaro. Nei pressi di Palombaro, seguire le poche indicazioni per località Sant’Agata D’Ugno. La stradina che da lì conduce alla Grotta Sant’Angelo  è molto piccola ed  in salita. Parcheggiare alla fine della stradina, da lì seguire le indicazioni proseguendo a piedi.  

Da Pescara: percorrere la SS 16 Adriatica con direzione Chieti  per andare a prendere l’autostrada A 14 con direzione Bari. Uscire a Val di Sangro. Da lì seguire la direzione Villa Santa Maria fino ad imboccare la SS 652 di Fondo Valle Alento con direzione Casoli, Seguire, poi, le indicazioni per Palombaro. Nei pressi di Palombaro, seguire le poche indicazioni per località Sant’Agata D’Ugno. La stradina che da lì conduce alla Grotta Sant’Angelo  è molto piccola ed  in salita. Parcheggiare alla fine della stradina, da lì seguire le indicazioni proseguendo a piedi. 

Da Chieti: prendere la SS 81 Piceno Aprutina con direzione Guardiagrele. Imboccare, poi, la strada provinciale 95 con direzione Palombaro. Nei pressi di Palombaro, seguire le poche indicazioni per località Sant’Agata D’Ugno. La stradina che da lì conduce alla Grotta Sant’Angelo  è molto piccola ed  in salita. Parcheggiare alla fine della stradina, da lì seguire le indicazioni proseguendo a piedi.

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