Pacentro

Pacentro è un comune delle provincia de L’Aquila, in Abruzzo. Molte sono le versioni riguardo l’origine del suo nome: Pacinus, Pacinos, Pacine, Pacino. La leggenda vuole che Pacentro sia stata fondata da Pacinus, eroe troiano, che dal Tevere sarebbe arrivato fino ai piedi del monte Morrone, dove avrebbe deciso di fondarci la città. La notizia certa è che Pacentro fu nominata per la prima volta in un documento dell’VIII secolo, quando venne donata al monastero di San Vincenzo al Volturno da parte di Lupo ed Ildebrando, duchi di Spoleto. La costruzione del suo splendido castello ebbe inizio tra il X e l’XI secolo, quando tutto il territorio cominciò ad avere incursioni da parte dei Saraceni e dei Normanni. Ed intorno al castello nascerà, nel tempo,  il vero e proprio borgo.  Dal “Catalogo dei Baroni” del Regno di Napoli,  datato 1170, risulta che Pacentro fosse abitata da 48 famiglie. Ed è proprio a causa della lotta per il potere sul Regno di Napoli tra Angioini ed Aragonesi  che il borgo si troverà , tra il XIII ed il XV secolo, al centro di violente lotte. In questo periodo, detto periodo Caldoresco perché Pacentro era governata dalla famiglia Caldora, il borgo vivrà un periodo di grande benessere. Con la sconfitta degli Angiolini del 1464, sostenuta dalla famigli Caldora, Antonio Caldora vedrà sottrarsi l’intero suo territorio, ed il feudo cadrà nelle mani della famiglia Orsini. Dall’inizio del XVII secolo Pacentro passerà prima al Capitano Antonio Domenico De Sanctis e poi alla famiglia Colonna. Con l’Unità d’Italia tutta la zona sarà fortemente colpita dal fenomeno del brigantaggio.

Sorta sulle pendici del monte Morrone ed all’ingresso della Valle Peligna, e facente parte del Parco Nazionale della Majella, Pacentro è entrata a far parte, con pieno diritto, nel Club dei Borghi più belli d’Italia. Molti sono i monumenti ed i luoghi di interesse dell’antico borgo. Il più maestoso, fra tutti, è il castello Cantelmo o Castello Caldora. La sua costruzione si fa risalire tra l’XI ed il XIII secolo, ma l’unico dato certo è che è stato ristrutturato tra il XIV ed il XV secolo. Il castello Caldora è formato da tre torri quadrate circondate da un grande fossato e faceva parte, con i  castelli di Pettorano, Anversa, Bugnara, Introdacqua,  Popoli e Roccacasale , del complesso difensivo della Valle Peligna. Tra i monumenti religiosi  spiccano per importanza la Chiesa di Santa Maria Maggiore o della Misericordia, la Chiesa di San Marcello, dell’XI secolo, e il Convento francescano dei Minori Osservanti, del XVI secolo. Nel borgo si trovano anche degli splendidi palazzi signorili, come il seicentesco Palazzo Tonno, il Palazzo La Rocca, il Palazzo Avolio,  il Palazzo Massa e il Palazzo Granata. Assolutamente da menzionare è anche la grotta di Colle Nusca,  situata non lontano dal borgo, ricca di graffiti risalenti all’età della pietra.

Tra le tradizioni e le feste popolari dello splendido borgo di Pacentro bisogna segnalare la gara podistica in onore della Madonna di Loreto, chiamata “Corsa degli Zingari”. La suggestiva competizione si tiene a piedi nudi, e si svolge, da tempi molto lontani, ogni prima Domenica di Settembre.

Come arrivare a Pacentro

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica A14, con direzione Bologna, se si proviene dal Sud, o Bari, se si proviene dal Nord. Giunti in Abruzzo, nei pressi di Pescara imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire a Bussi/Popoli, seguire prima l’indicazione per L’Aquila sulla strada statale 17, per poi proseguire sulla strada provinciale 13 con direzione Sulmona. Seguire, poi, l’indicazione Pacentro

Da Pescara: imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire a Bussi/Popoli, seguire prima l’indicazione per L’Aquila sulla strada statale 17, per poi proseguire sulla strada provinciale 13 con direzione Sulmona. Seguire, poi, l’indicazione Pacentro

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