Pietracamela

DSCN1557Pietracamela è un meraviglioso borgo situato in provincia di Teramo, Abruzzo, ad una altitudine di 1005 metri. Nel suo territorio, già parte integrante dell’area del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga,  dal 1991 è stata istituita la Riserva naturale del Corno Grande di Pietracamela, una vasta area che comprende  molti dei luoghi più affascinanti della catena rocciosa del Gran Sasso, tra i quali il Corno Grande ed il Ghiacciaio del Calderone, dedicata al ripopolamento degli esemplari del camoscio d’Abruzzo.

La mancanza di documenti ufficiali rende difficile la ricostruzione storica del piccolo borgo. Da alcuni studiosi viene accreditata la teoria che l’antica cittadina esistesse già al tempo della popolazione dei Piceni, di cui ne sarebbe stata territorio con il nome di Pietra Cimmeria. Altri sostengono che nell’area oggi occupata dal borgo in precedenza esistevano tre piccoli villaggi, Riouso, San Leucio e Plicanti. Secondo altri ancora, il paese sarebbe nato intorno al XII secolo per opera di popolazioni abruzzesi in cerca di luoghi difficilmente attaccabili. Un’altra teoria ritiene che il paese sia stato fondato da popolazioni pugliesi. In realtà, i primi documenti che affermano con certezza l’esistenza del borgo risalgono solo all’anno 1324, quando il nome del paese, chiamato Petra, compare  su un documento inerente un pagamento a carico della chiesa di San Leutii de Petra in Valle Siciliani. Da questo momento in poi sono stati rinvenuti documenti che attestano il passaggio del borgo di Pietra Camela nelle mani di diversi esponenti della potente e nobiliare famiglia Orsini.

Dal XVI secolo in poi il borgo, divenuto territorio della Valle Siciliana, distretto che prende il nome dal feudo dominato dalla nobiliare famiglia spagnola dei Mendoza, potente casato alleato del regno di Napoli, vide la caduta dal suo comando da parte degli Orsini in favore di Ferdinando Mendoza, la cui famiglia rimarrà al suo comando fino al 1806.

 Le fortificazioni del piccolo centro vennero realizzate nel 1590, sotto Marcellus Carlonus, all’epoca governatore. Nel 1779, Matteo Manodoro, sostenitore del re Ferdinando di Napoli, sfidò le truppe di Napoleone III per il dominio su Pietracamela. Dopo molte vittorie riportate in battaglie contro le milizie francesi, il successo finale andò proprio alle truppe di Napoleone III che riconquistarono definitivamente il borgo.

Molto teorie si sono succedute anche sull’etimologia del nome di Pietracamela, che in passato si è vista denominare in tanti e diversi modi, quali, tra gli altri, Pietra Cimmeria, Petra Camelis, Petra Camelii, Petracameri, Petra Camerii, Castri Camelorum.  Mentre sulla prima parte del nome, Petra, si è pressochè unanimi nel ritenere che derivi dal fatto che il paese sorge sotto una grande macigno, sulla seconda parte, Camela, regna ancora molta incertezza. I  ricercatori si dividono fra la teoria che farebbe derivare il nome dalla popolazione dei Cimmeri, stanziatisi in quell’area già dal primo millennio a.C., ad un’altra che la ricondurrebbe al nome Cameria, riconducibile alla popolazione dei Camerti, ed altre ancora che sostengono che il nome abbia a che fare con i termini Cacumeria e Cumerij.

Tra i monumenti di spicco del suggestivo borgo vanno segnalati: la Chiesa di San Leucio, patrono del paese, costruzione medioevale, conosciuta nel 1324 come chiesa di S. Leutii de Petra in Valle Siciliani, nel tempo ampiamente trasformata da ristrutturazioni e modifiche; la Chiesa di San Giovanni Battista, risalente intorno al XV secolo; la Chiesa di San Rocco, del XVI secolo; Casa Signoretti o, in dialetto, Casa de li Signuritte, edificio edificato intorno al XIV secolo; il Mulino Comunale, del XVII secolo; l’Antico Lavatoio; il Monte Calvario, che sovrasta tutto il paese. Degni di nota sono anche gli innumerevoli epigrafi, sparsi per tutta la cittadina, antiche testimonianze di vicende, personaggi ed eventi riguardanti la storia del paese.

Il borgo di Pietracamela è stato interamente costruito con pietre locali. La sua struttura, fatta di vicoli, piccole strade a gradinata, minuscole vie dove è possibile osservare balconcini bomboniera ed edifici che ancora oggi si fregiano di antichi stemmi gentilizi, è stata duramente danneggiata dal terremoto che ha colpito tutto l’Abruzzo, il 6 Aprile del 2009. Molte delle attrattive del paese sono state distrutte, altre, quali ad esempio, l’antico lavatoio e le pitture rupestri, gravemente danneggiate. Nonostante ciò il borgo rimane un posto incantevole ed affascinante, meritevole di una visita, nella speranza che un giorno riacquisti quella bellezza e  pace che attende, ormai, da molti, troppi anni.

Tra le manifestazioni ospitate da questo paesino aggrappato alla montagna  segnaliamo “La Marcia dei Tre Prati”, passeggiata di circa 15 chilometri attraverso luoghi quali i Prati di Tivo, importante stazione sciistica ubicata  nei pressi di Pietracamela, Prato Selva, Prati di Intermesoli e Fano Adriano. L’evento usualmente si svolge dopo la metà del mese di luglio.

Come raggiungere Pietracamela

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada A14 e, giunti in Abruzzo, uscire al casello Teramo/Giulianova/Mosciano Sant’Angelo. Da lì seguire prima le indicazioni per Teramo prendendo la strada statale 80 (SS80), strada statale del Gran Sasso, e poi proseguire sempre in direzione di Pietracamela

Da Pescara: prendere l’autostrada A14 e uscire al casello Teramo/Giulianova/Mosciano Sant’Angelo. Da lì seguire prima le indicazioni per Teramo prendendo la strada statale 80 (SS80), strada statale del Gran Sasso, e poi proseguire sempre in direzione di Pietracamela

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