Pretoro

Foto Panoramica di Pretoro in provincia di ChietiIn Abruzzo, in provincia di Chieti, all’interno del territorio del Parco Nazionale della Majella, si erge, incastonato nella bianca roccia, lo spettacolare borgo di Pretoro.

Numerosi e ricchi scavi archeologici hanno portato alla luce reperti, molti dei quali sono ora custoditi nel Museo delle Origini dell’Università di Roma e nel Museo Archeologico d’Abruzzo di Chieti, riconducibili fino all’era del paleolitico inferiore, corrispondente ad almeno 120.000 anni fa, confermando il fatto che l’area dell’antico borgo fosse frequentata dall’uomo già in epoche molto lontane. Il ritrovamento di altri reperti archeologici di epoca preromana, come delle tombe in frazione Crocifisso, di alcune iscrizioni latine nella località di Ponte, e dei resti di una villa romana, fanno presupporre ad una continuità di insediamenti all’interno del territorio.

Anche se le prime origini del paese si fanno risalire ad un periodo tra il VI ed il V secolo a.C., in piena epoca Italica, tesi avvalorata dalla preziosa scoperta della grande necropoli in località Crocifisso, opera realizzata proprio da popolazioni italiche, le prime notizie documentate sulla sia esistenza risultano essere del XII secolo. Il nome Pretoro sembrerebbe derivare dal termine latino praetorium, a significare una posizione di controllo rispetto alla vallata dove esistevano insediamenti di peligni e di frentani. Proprio nel XII secolo, il paese partecipò, con alcuni suoi uomini, alle crociate. Nel borgo è possibile notare alcune tracce architettoniche riconducibili al passaggio dei francesi, intorno al XIII secolo. Ne sarebbe testimonianza anche il portale del Santuario della Mazza, che sarebbe stato volutamente rivolto verso nord-ovest, in direzione della Francia.

Il feudo ha visto susseguirsi al suo governo, nei secoli, molte delle più importanti famiglie nobiliari del tempo. Nel XV fu possedimento della famiglia degli Orsini mentre nel XVI fu proprietà di Bartolomeo d'Alviano, condottiero mercenario italiano. A questo successero i rappresentanti della famiglia Colonna di Roma, seguiti a loro volta dai Cantelmo e dagli Acclozamora.

L'odierno borgo medioevale è nato intorno al XVII secolo dopo la distruzione della fortezza di Pretoro, il suo castello, il "Castrum Pretorii de Theti", arroccato sull'estremità della roccia. A tutt’oggi, dell’antica fortezza rimangono visibili solo alcuni punti, come le tre torri della cinta muraria ed alcune parti delle sue mura.

Foto Pretoro

L’economia del paese di Pretoro, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, può essere definita come prevalentemente agricolo-pastorale, fortemente legata alle sue montagne. Proprio queste ultime hanno caratterizzato da sempre la vita del piccolo borgo, fornendo, tra le altre cose, le pietre che hanno formato l’ossatura del paese, quasi interamente costruito con esse, come quelle usate per la costruzione della chiesa romanica della Madonna della Mazza e dei tholos, antiche strutture usate come rifugi dai pastori.

Tra i monumenti ed i luoghi di interesse di Pretoro, vanno segnalati: la chiesa della Madonna della Mazza, costruita tra il XII ed il XV secolo, chiamata così perché la Vergine è immortalata con uno scettro nel pugno, chiamato volgarmente “mazza”; la chiesa di San Nicola, forse la più antica, di origine romanica, anche se la struttura odierna risulta essere del XVI secolo, che conserva una Pietà di terracotta policroma del seicento; la chiesa di Sant’Andrea, del XV-XVI secolo, la più importante chiesa parrocchiale; il centro museale San Domenico, nato con lo scopo di diffondere aspetti culturali e naturali sul lupo, i serpenti e la storia di Pretoro; i ruderi del castello, posti nella parte alta della cittadina.

Nei pressi del borgo sono presenti altri importanti punti di interesse, quali, ad esempio, la Grotta dell’Eremita, già citata in un documento dell’anno 1581, all’interno della quale sono stati rinvenuti oggetti di ceramica risalenti all’età del bronzo, e l’area faunistica del Lupo Appenninico, parco situato tra le località Calvario e cava Falselongo.  

Il borgo di Pretoro ospita anche una serie di suggestive feste popolari, tra le quali una delle più sentite è la festa di Sant’Antonio, anche detta delle “Farchie”, rievocazione storica di una leggenda in cui Sant’Antonio avrebbe messo in fuga le milizie francesi, alle porte di Fara Filiorum Petri, incendiando un canneto, cosa che le avrebbe indotte alla fuga. Il 17 Gennaio, le Farchie, alti fusti di canne pulite, lavorate e finemente legate assieme, che possono raggiungere la lunghezza di 8-12 metri, vengono innalzate con funi e scale nei pressi del cimitero del paese, dove vengono accese per la felicità della popolazione locale.

Un’altra sentita e suggestiva manifestazione popolare è rappresentata dalla festa di San Domenico, sacra rappresentazione de “lu Lope”, il lupo, rievocazione di un miracolo che avrebbe compiuto il santo. Il Miracolo di San Domenico e il Lupo si tiene ogni primo Maggio, e narra la vicenda di un bambino che viene rapito da un lupo. San Domenico, inteneritosi dalla triste vicenda e dalla disperazione dei genitori, riesce a rabbonire il lupo a tal punto che questo decide, spontaneamente, di riportare il bambino a casa. La mattinata della festività è dedicata ai “serpari”, con una serie di premi per coloro che sono stati in grado di trovare gli esemplari di serpenti più grandi.

Altra manifestazione importante è quella delle “Notti di San Lorenzo”, una sagra itinerante nel centro storico del paese, con numerosi stand gastronomici e mercatini di antiquariato ed artigianato.

Come arrivare a Pretoro

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica A14 e, una volta giunti a Pescara, uscire al casello Pescara Sud/Francavilla. Prendere, poi, la SS 16 fino ad imboccare la SS 263  in direzione, prima di Val di Foro e poi di Pretoro.

Da Pescara: prendere la SS 16 in direzione di Francavilla al Mare fino ad imboccare la SS 263  in direzione, prima di Val di Foro e poi di Pretoro.

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