Processione del Venerdì Santo di Chieti

La solenne processione del Venerdì Santo di Chieti contende a quella di Orte il primato come processione più antica d’Italia e di tutto il mondo. Nata, verosimilmente, nell’842 d.C., ha saputo mantenere, nel tempo,  una grande solennità cerimoniale e intensità spirituale.  Le sue origini vengono fatte storicamente risalire nell’anno in cui venne riedificata la prima cattedrale della città teatina, distrutta nell’anno 801 dal re dei Longobardi Carlomanno,  ribattezzato Pipino al momento della sua incoronazione a re d’Italia.

Nel XVI secolo la processione del “Cristo Morto” di Chieti acquisì la sua definitiva e tuttora usata struttura grazie all’iniziativa della antichissima Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, fondata nel 1603, che ancora oggi ne segue l’organizzazione.

La processione, ai giorni nostri, ha inizio dalla cattedrale di San Giustino e contiene una lunga serie di simboli inerenti la Passione. Oltre al Cristo Morto, rappresentato da una pregiata scultura lignea del XVIII secolo coperta da un sottile velo bianco con ricami in oro, e alla statua della Madonna Addolorata, con un pesante abito di seta e velluto nero ed alcuni ricami in oro, sono presenti: l’Angelo Alato, con in mano il calice della Passione di Gesù; le Lance dei Soldati romani che recano in mano una torcia, una lanterna, una spada ed un piccolo sacco contente le 30 monete d’argento, compenso di Giuda; la Colonna alla quale fu legato Gesù; il Volto Santo, copia di quello conservato nella Basilica del Volto Santo di Manoppello; il Sasso, sul quale è collocata la corona di spine; la Scala, con i chiodi e martello usati per la Crocifissione; la Croce, massiccia e molto pesante, nella cui parte inferiore sono visibili un serpente, simbolo del peccato originale, ed un teschio appartenente ad Adamo, primo peccatore.

Il corteo vede la partecipazione di centinaia di figuranti. Le prime a sfilare sono l’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti e le altre confraternite cittadine, ognuna recante il proprio simbolo e suggestive lanterne, dette fanali. E’ il turno, poi, dei religiosi, che sfilano in ordine crescente di gradi ed anzianità, seguito da quello del Capitolo Metropolitano, presbiteri con il compito di assicurare la celebrazione del culto, dell’Arcivescovo di Chieti e dei Membri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, prestigiosissimo ordine cavalleresco cattolico. Il corteo vede poi il passaggio dei membri effettivi dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti.

La processione è accompagnata, per tutto il suo svolgimento, dallo struggente canto del Miserere di Saverio Salecchia, in arte Saverio Selecchy, grande musicista e compositore, nato il 2 Novembre 1708 proprio nella città di Chieti. Partecipano a questa manifestazione una grande orchestra di 120 elementi, composta da violini, flauti, violoncelli, viole, sassofoni e clarinetti, ed un maestoso coro di più di 160 elementi, che incantano, da più di due secoli, le migliaia di persone che ogni anno accorrono per assistere a questa meravigliosa manifestazione.

Come arrivare a Chieti

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada A14 e, una volta arrivati in Abruzzo, in prossimità di Pescara uscire al casello Pescara Ovest/Chieti. Imboccare, poi, l’asse attrezzato in direzione di Chieti, continuando sulla strada statale 656 (SS656).

Da Pescara: prendere la strada statale 66 (SS66) in direzione di Chieti, continuando, poi, sulla strada statale 656 (SS656).

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