Roccacasale

Roccacasale è un comune della provincia de L’Aquila, in Abruzzo. Il borgo, costruito sulla roccia, è situato sul Monte della Roccia, centro dell’Appennino Abruzzese. Dal rinvenimento di reperti archeologici in località Colle delle Fate si è accertato che i primi insediamenti nell’area di Roccacasale avvennero in epoca preromana, anche se si può parlare della nascita di un vero e proprio primo nucleo abitativo solo con la  nascita del villaggio chiamato Casali, verso l’inizio del X° secolo d.C. Tuttavia, solo con  la nascita del suo imponente castello, Casali comincia ad assumere l’aspetto di un borgo medievale. La sua creazione viene fatta risalire da Perogalli intorno all’anno 1025, mentre secondo Wickam il castello sarebbe stato costruito nell’anno 1056. Una pergamena  risalente al 962 sembrerebbe, invece, dare ragione ad Antonio De Sanctis, discendente della famiglia De Sanctis, dinastia di baroni di Roccacasale, affermando che la sua creazione risalirebbe al 925. Il documento contiene un elogio che il Duca di Spoleto rivolse a Pietro De Sanctis, per “la bella e forte costruzione”. All’inizio il castello faceva quasi un tutt’uno con le abitazioni rendendo il borgo di Roccacasale quasi inespugnabile.  Era dotato di quattro porte, le uniche possibili vie d’accesso. Col tempo il borgo si espanse e molte abitazioni vennero costruite anche al di fuori della fortificazione. Il nome di Roccacasale, comunque,  fece la sua prima comparsa in una Bolla di Lucio III, risalente all’anno 1183. In quei tempi il paese aveva il nome di Roccae Casalis Castrum. Il borgo visse il suo periodo di massimo splendore con il barone Riccardo De Sanctis che raggiunse una invidiabile fama grazie al suo lavoro svolto nel periodo della IV Crociata, che gli permise di avere importanti rapporti commerciali con una fiorente Venezia. Dal 1250 al 1590 Roccacasale fu feudo della famiglia De Sanctis. Con l’invasione francese in Abruzzo, nell’anno 1798, il barone Giuseppe Maria De Sanctis venne in soccorso del Marchese di Pescara per difendere Camerino, assediata dai francesi. Il barone oppose una strenua resistenza alle truppe francesi che, tuttavia, costrinsero le truppe nemiche al ritiro, distruggendo col fuoco Roccacasale e facendo strage di tutti i suoi abitanti. Da allora, il castello, pesantemente colpito, non riuscì a riacquistare più il suo antico splendore. Da lì cominciò anche il decadimento dello stesso borgo che, persa la sua roccaforte, perse anche d’importanza nazionale. Come se non bastasse il XIX° secolo portò al borgo altre terribili sciagure, quali, ad esempio, diverse epidemie di colera che falcidiarono ulteriormente la popolazione. Il paese sarebbe risalito agli onori della cronaca solo durante le seconda guerra mondiale, quando la sua coraggiosa popolazione accolse e nascose molti prigionieri di guerra, tra i quali Uys Krige, grande poeta sudafricano, che nelle sue opere parla anche della sua permanenza a Roccacasale. Ignazio Silone narra del suo incontro con Krige e della presenza di almeno altri trenta prigionieri nascosti nella cittadina. Ignazio, in un suo struggente passo, scrive che  “Krige mi parlò con le lagrime agli occhi dei pastori di Roccacasale, di Campo di Giove, di Castel Verino… egli non esitava ad affermare che il tempo passato fra essi era il più bello della sua vita, avendo allora intravisto, per la prima volta, la possibilità di relazioni umane assolutamente pure e disinteressate”.

Roccacasale è ricca di monumenti e luoghi di interesse. Il più imponente è, sicuramente, il suo castello, di forma triangolare, che domina tra le montagne rocciose l’intero borgo. Da citare sono anche la Chiesa di San Michele Arcangelo e il Palazzo Baronale.

Tra le feste religiose, quelle in onore del suo patrono, San Michele Arcangelo, sono le più importanti. Le feste in onore del Santo si tengono l’8 Maggio e il 29 Settembre, e prevedono una  processione con la statua di San Michele Arcangelo per i suggestivi viottoli della città, con la partecipazione di bande ed altri gruppi musicali.

Come raggiungere Roccacasale

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica A14, con direzione Bologna, se si proviene dal Sud, o Bari, se si proviene dal Nord. Arrivati in Abruzzo, nei pressi di Pescara imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire a Bussi/Popoli, seguire prima l’indicazione per L’Aquila sulla strada statale 17, per poi proseguire sulla strada provinciale 13 con direzione Sulmona. Seguire, poi, l’indicazione Roccacasale

Da Pescara: imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire a Bussi/Popoli, seguire prima l’indicazione per L’Aquila sulla strada statale 17, per poi proseguire sulla strada provinciale 13 con direzione Sulmona. Seguire, poi, l’indicazione Roccacasale

Da L’Aquila: prendere la strada statale 17 con direzione Pescara. Proseguire prima sulla strada statale 153 in direzione di Navelli, e poi continuare sulla strada statale 17. Arrivati a Popoli, imboccare la strada provinciale 13 con direzione Sulmona. Seguire, poi, l’indicazione Roccacasale

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