San Benedetto in Perillis

San Benedetto in Perillis, provincia de L'Aquila, AbruzzoIn provincia de L’Aquila, Abruzzo, ad una altitudine di 878 metri che gli permette di dominare la valle Peligna, quella di Navelli e Subequana, si erge lo splendido borgo di San Benedetto in Perillis.

Dal rinvenimento di importanti reperti archeologici, quali, ad esempio, antichissime ceramiche e utensili costruiti in pietra dell’epoca neolitica, si è giunti ad affermare che il territorio dell’antico borgo fosse frequentato dall’uomo già in età preistorica. Il ritrovamento di una tomba dell’età del bronzo, al cui interno sono stati trovati una spada di bronzo e delle incisioni con scritture in dialetto latino-vestino databili tra il III ed il I secolo a.C., ha confermato la presenza di insediamenti nell’area inerente il borgo di San Benedetto in Perillis anche in epoca protovillanoviana, tra il XII ed il IX secolo a.C.

Le prime fonti documentarie che certificano la presenza di un villaggio nel territorio del borgo si devono al “Chronicon Vulturnense”, manoscritto del monaco Giovanni, diventato nel tempo abate del monastero di San Vincenzo al Volturno, intorno al XII secolo, che parla di uno stanziamento di 28 famiglie longobarde nel territorio di Perello, frazione del borgo di San Benedetto, intorno all’VIII secolo. Fu proprio in questo periodo, tra l’VIII ed il IX secolo, che fu eretto un primo nucleo di una delle più antiche chiese di tutto l’Abruzzo, il monastero di San Benedetto. L’edificio religioso sorse in una zona collinare di importante interesse strategico per quel periodo, poiché per la sua posizione dominante da esso era possibile comunicare con avamposti che andavano dal mare Adriatico fino alle cime più alte dei monti abruzzesi. La chiesa, intorno alla quale, nel tempo, si sviluppò l’antico paese, divenne un monastero nell’anno 1074 per volontà del vescovo di Valva, Trasmondo. Sconsacrata per un eccidio avvenuto al suo interno, venne riconsacrata nell’anno 1345.

Foto San Benedetto in Perillis

Attorno alla maestosa chiesa è nato, nel tempo, il borgo fortificato, protetto da una doppia cinta muraria e da torri di avvistamento di cui oggi rimangono solo alcuni tratti. Il monastero pian piano accrebbe il suo potere fino ad avere il governo su molte chiese che avevano l’obbligo di pagarle tributi, come confermato da una Bolla del papa Clemente III,  e ad annoverare fra i suoi possedimenti svariati beni.

Nel 1254 il paese, insieme a molti altri dell’area, partecipò, inviando uomini e mezzi, alla fondazione della città de L’Aquila, legandosi alle sue sorti fino al XVI secolo, quando Carlo V d’Asburgo, re di Spagna e sovrano del Sacro Romano Impero, dopo aver represso un tentativo di ribellione, la concesse ad uno dei suoi capitani. Nell’anno 1586 il feudo venne acquistato da Ettore Caracciolo, che ne rimase al potere fino al XVIII secolo, quando il borgo passò sotto il controllo dei padri Celestini de L’Aquila. L’editto di Napoleone, datato 1810, in cui veniva sancita l’abolizione degli ordini monastici, pose fine anche al potere dei padri Celestini.

San Benedetto in Perillis è un maestoso borgo dove tutto parla di medioevo e di epoche lontane. Camminando per i suo suggestivi viottoli ci si imbatte in stemmi ed in antiche decorazioni che rendono unica la visita al suo centro storico, costituito di caratteristiche casette rigorosamente costruite in pietra.

Molto interessante è la presenza di 70 grotte posizionate nel sottosuolo del paese. Queste, riscaldate dal calore degli animali, sono state abitate fino agli anni ’60, costituendo l’anima del paese,  quasi come un complesso polifunzionale. Al suo ingresso erano presenti uomini che avevano il compito di vigilare il territorio. Al suo interno c’erano zone per le donne intente in lavori di tessitura, e che badavano anche ai propri figli, luoghi ricreativi, sale dove ci si riuniva per ballare, semplici spazi per chiacchierare o per riunirsi. Era prevista anche una grotta dove i fidanzati potevano socializzare, ovviamente alla presenza di controllori. La più famosa delle grotte, quella di Supone, era soprannominata “il parlamento” perché ci si riuniva al suo interno per prendere decisioni di vitale importanza.

Una curiosità del paese è la presenza di serrature completamente in legno, identiche a quelle che venivano usate in Egitto nel III millennio a.C.. Diffusesi in tutta l’area del Mediterraneo, verosimilmente arrivarono nell’antico borgo in seguito alle crociate.  

Tra i suoi tanti monumenti e luoghi di interesse vanno segnalati: la splendida chiesa di San Benedetto, forse la più antica di tutto l’Abruzzo; la chiesa di Santa Maria delle Grazie; la chiesa di San Sebastiano.

Molto suggestiva è anche la visita delle sue numerose grotte e del museo della Civiltà Contadina che custodisce, tra le altre cose, interessanti reperti di epoca neolitica ed un antico frantoio dell’ottocento.

Tra le manifestazioni che si tengono nel paese vanno menzionate: la festa in onore di San Benedetto abate, suo santo patrono, il 9 ed il 10 luglio; festa della Madonna di Casa Luce, il 6 giugno.

Purtroppo, a seguito del forte sisma del 6 aprile 2009, il paese risulta ancora essere solo in parte visitabile. Tutto il suo meraviglioso centro storico, grande perla del patrimonio abruzzese, a tutt’oggi risulta essere inaccessibile. La speranza è che la sua popolazione, come tutte le altre che sono già state duramente provate, possano tornare, pian piano, ad una vita normale, riappropiandosi di tutte le vedute, i luoghi e le memorie che le sono state brutalmente sottratte.

Come arrivare a San Benedetto in Perillis

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada A14 e, una volta giunti in Abruzzo, nei pressi di Pescara imboccare l’autostrada A25 in direzione di Roma uscendo al casello Bussi/Popoli. Da lì seguire, prima le indicazioni per L’Aquila e poi per Popoli. Arrivati a Popoli imboccare la strada statale 17 (SS17) in direzione di Navelli e di San Benedetto in Perillis

Da Pescara: imboccare l’autostrada A25 in direzione di Roma ed uscire al casello Bussi/Popoli. Da lì seguire, prima, le indicazioni per L’Aquila e, poi, per Popoli. Arrivati a Popoli imboccare la strada statale 17 (SS17) in direzione di Navelli e di San Benedetto in Perillis

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