Santo Stefano di Sessanio

Santo Stefano di SessanioIn Abruzzo, nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, provincia de L’Aquila, ad un’altitudine di circa 1251 metri, è situato lo splendido borgo di Santo Stefano di Sessanio.

Da sopralluoghi effettuati nell’area nei primi anni settanta sono affiorate importanti scoperte come i resti di accampamenti dell’uomo dell’era del paleolitico medio, tra i 300mila e i 35mila anni fa, in vari luoghi della parte sud del massiccio roccioso del Gran Sasso. In particolare, nella località Prato di Santo Stefano di Sessanio sono stati rinvenuti resti di stanziamenti, circa 3mila strumenti in pietra, che confermano l’antica presenza di cacciatori, fra i 100mila e i 50mila anni fa, che frequentavano l’area durante le belle stagioni.

La scoperta di altri reperti, come una particolare ceramica detta a “squame” o di stile Spilamberto, ha confermato che l’area dell’antico borgo era frequentata anche nell’epoca del rame, circa 4mila anni fa, da popolazioni dedite  all’allevamento del bestiame ed alla pastorizia. Durante l’età del ferro, fino a circa il V secolo a.C., nel territorio si stanziò la popolazione italica dei Vestini. Di questo periodo sono anche alcune necropoli i cui resti, scoperti da clandestini nei primi anni settanta, si trovano a poche centinaia di metri dal centro del borgo.

Verso il IV secolo a.C. il territorio di Santo Stefano di Sessanio venne occupato dai romani, sotto il dominio dei quali il borgo divenne un’importante circoscrizione territoriale rurale provvista di un tempio, agglomerato urbano che in latino veniva denominato pagus.

L’origine del nome di Santo Stefano di Sessanio potrebbe derivare proprio da questo primo insediamento romano che aveva il nome di Sextantio, poiché risultava essere distante circa 6 miglia romane da un villaggio romano di maggior importanza, San Marco. Secondo alcuni studiosi, invece, il nome del borgo avrebbe avuto origine da "des six ans", dalla condanna, cioè, a sei anni di prigionia nella rocca del paese che a quel tempo veniva inflitta ai ladri.

Con la caduta dell’impero romano si ebbe un primo decadimento del piccolo villaggio con il conseguente spopolamento fino a quando, grazie al lavoro degli ordini monastici, con l’aumento delle terre coltivabili e la costruzione di alcuni borghi fortificati il territorio pian piano si ripopolò.

Risalgono all’anno 760 le prime notizie documentate sul territorio di Santo Stefano di Sessanio, allorquando Desiderio, re dei Longobardi, fece dono di Carapelle Calvisio al monastero di San Vincenzo al Volturno.

Foto Santo Stefano di Sessanio

Tra l’XI ed il XII secolo nasce quella che col tempo porterà il borgo di Santo Stefano di Sessanio alla sua struttura attuale, una roccaforte con funzione di avvistamento, territorio della “Baronia di Carapelle” insieme ai paesi di Castelvecchio Calvisio, Carapelle Calvisio, Castel del Monte e Calascio, possedimento della famiglia toscana dei Piccolomini, conti di Celano, che portò Santo Stefano di Sessanio ad essere un importante  borgo pastorale. I primi documenti che certificano l’esistenza del paese sono dell’anno 1308.

Nell’anno 1474, l’abolizione, da parte degli aragonesi, della tassa sugli animali consentì un forte sviluppo della pastorizia che portò al numero complessivo di pecore della “Baronia di Carapelle” nella dogana di Puglia a circa 94.070 esemplari.

Fu nell’anno 1579 che Santo Stefano di Sessanio cominciò a vivere il suo periodo di maggior splendore, allorquando Costanza, figlia di Innico Piccolomini, cedette la Baronia di Carapelle a Francesco de' Medici,

Granduca di Toscana, la cui famiglia vi regnò fino al 1743, incentivando la produzione di lana “carfagna” che veniva, poi, lavorata in Toscana e commercializzata in tutta Europa.

Agli inizi del XIX secolo il borgo entrò a far parte del Regno delle Due Sicilie. Con l’Unità d’Italia, ed in conseguenza della privatizzazione delle terre del Tavoliere delle Puglie, Santo Stefano di Sessanio visse un periodo di grande decadenza, dovuta soprattutto alla cessazione dell’attività della transumanza che incentivò il fenomeno dell’emigrazione,  specialmente dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Oggi Santo Stefano di Sessanio rappresenta un’ambita meta turistica. Grazie alla tutela del suo patrimonio storico ed architettonico, ed alla cura usata nelle ristrutturazioni, l’antico borgo ha mantenuto intatto il fascino medievale, con gli stretti vicoli circondati da splendidi palazzi realizzati in pietra calcarea bianca, resa opaca dal tempo, gli eleganti loggiati, le finestre in pietra finemente decorate, le superbe bifore e gli scorci dei tetti coperti esclusivamente di coppi.

Il borgo, considerato uno dei più belli d´Abruzzo, presenta numerosi monumenti e luoghi di interesse. Tra gli edifici religiosi, meritano di essere segnalati: la chiesa di Santo Stefano Protomartire, eretta tra il XIV ed il XV secolo; la chiesa della Madonna del Lago, del XVII secolo, costruita al di fuori delle mura cittadine; chiesa di Santa Maria in Ruvo, XIII – XIV secolo.

Molte sono le architetture civili di notevole bellezza: tra le porte di ingresso al borgo, la più particolare è rappresentata da quella di sud-est, denominata Porta Medicea, che presenta un elegante stemma della famiglia De’ Medici. Tra i numerosi splendidi palazzi và segnalato quello denominato la Casa del Capitano, edificio quattrocentesco così chiamato perché occupato dai fascisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Simbolo del paese è la Torre Medicea, antico torrione medievale andato purtroppo distrutto dal terremoto del 2009, i cui lavori di ristrutturazione, però, pare siano già a buon punto.

Come arrivare a Santo Stefano di Sessanio

Dal Nord Italia: prendere l’autostrada Adriatica A 14 e, una volta giunti in Abruzzo, uscire al casello Teramo/Mosciano Sant’Angelo/Giulianova. Proseguire in direzione de L’Aquila, imboccare l’autostrada A 24 ed uscire a L’Aquila Est. Da Lì, prendere la strada statale 17 (SS 17) in direzione di Pescara, fino a svoltare in direzione di Santo Stefano di Sessanio

Dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica A 14 e, una volta giunti in Abruzzo, nei pressi di Pescara imboccare l’autostrada A 25 in direzione di Roma. Usciti al casello Bussi/Popoli, seguire sempre le indicazioni per L’Aquila, percorrendo la strada statale 17 (SS 17) fino ad incontrare lo svincolo per Santo Stefano di Sessanio

Da Pescara: imboccare l’autostrada A 25 in direzione di Roma. Usciti al casello Bussi/Popoli, seguire sempre le indicazioni per L’Aquila, percorrendo la strada statale 17 (SS 17) fino ad incontrare lo svincolo per Santo Stefano di Sessanio

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