Silvi

DSC_1500Silvi è un comune della provincia di Teramo, in Abruzzo, situato a pochi chilometri da Pescara. La città è formata da due distaccati centri abitati, uno, moderno, che si affaccia sul mare Adriatico, ed uno, antico, sito su una collina, a 228 metri sul livello del mare.

La parte bagnata del mare rappresenta una delle stazioni balneari più rinomate e frequentate d’Abruzzo, insignita, già da cinque anni, del riconoscimento di Bandiera Blu d’Europa, attestato che premia il raggiungimento di una certa qualità riguardo, ad esempio, i servizi offerti, la pulizia delle acque e delle spiagge.  La costa di Silvi si presta ad essere frequentata da  persone di tutte le età, innanzitutto per il suo arenile formato da una sabbia finissima e dorata, ma soprattutto per i suoi bassi fondali, che diventano più alti solo ad una rilevante distanza dalla costa.  

Dal 7 Aprile 2010 in una vasta parte della sua costa è stata istituita un’area marina protetta, l’ Area Marina Protetta Torre del Cerrano. La riserva si estende per circa 7 chilometri che comprendono parte dei comuni di Silvi e di Pineto. L’area protetta prende il nome dalla Torre di Cerrano, antica fortezza del Regno di Napoli del XVI secolo, che si erge a poche decine di metri dal mare, nata a difesa della costa dalle invasioni dei saraceni.

Sul nome di Silvi esistono due differenti teorie. La prima vuole che derivi da Silvae, per la ricchezza di boschi presenti all’interno del suo territorio, la seconda crede, invece, che sia derivato dall’antico nome della sua macchia lussureggiante, Dio Silvano.

Il borgo di Silvi Alta ha origine antichissime. Da sempre la sua storia è stata indissolubilmente legata a quella della vicina Atri. Fonti rivelano che il suo territorio, già nel VI e V secolo a.C., avesse dei forti rapporti con la vicina e potente Hatria Picena, l’attuale Atri. Con la conquista da parte dei romani, nell’anno 290 a.C., Silvi Alta diventò un tutt’uno con la città di Atri, formando un unico e grande Castrum Romanum. L’eterno connubio delle due cittadine continua anche nel 1251, allorquando, Papa Innocenzo IV decretò la costituzione della nuova diocesi di Atri, il cui vescovo acquisì i diritti ecclesiali della città di Silvi. Nel 1273 Carlo I D’Angiò, re di Sicilia e di Napoli, sancisce, nel Demanium Adriae, il passaggio di Silvi nei possedimenti dell’Abbazia di San Giovanni in Venere. Nel 1393 l’antico borgo venne venduto insieme ad altre cittadine, tra le quali Teramo, al duca Antonio Acquaviva. Intorno al XV secolo il suo territorio si spopolò a causa di guerre e di epidemie, e si ripopolò, col beneplacito di re Ferdinando I,  di profughi albanesi che scappavano dalle persecuzioni di re Maometto II. Grazie a Napoleone Bonaparte, nel 1806 finalmente Silvi potè assaporare per la prima volta il significato della parola indipendenza, avendo conseguito il potere, dopo l’abolizione dei privilegi feudali,  di nominare il proprio sindaco, dopo millenni di sudditanza.

Tra i monumenti da visitare bisogna segnalare, oltre la già citata Torre di Cerrano, la Chiesa di San Salvatore, situata nella antica parte del borgo. Da segnalare è, soprattutto, la magnifica vista che si gode dal promontorio di Silvi Alta. Dal punto panoramico si regna tutto l’Abruzzo, con lo sguardo si può spaziare da San Benedetto, nelle Marche, fino alle isole Tremiti, a Pescara, Francavilla.

Tra le manifestazioni ospitate da Silvi è da segnalare la festa del Ciancialone, “Lu Ciancialone”, in dialetto abruzzese.  Si tratta di un’antica festa che si tiene l’ultima domenica di Maggio nella parte alta della cittadina, e che deriva da una antica leggenda che racconta di come un ragazzo coraggioso, di nome Leone, riuscì a far scappare gli invasori turchi puntando una torcia contro di loro. La fiaccola accesa, racconta la tradizione, cominciò ad emanare una luce sempre più forte ed intensa che fece credere agli invasori che li stesse aspettando un ingente esercito. La manifestazione prevede l’accensione di un grosso fusto, che raggiunge un’altezza di circa 10 metri , composto da numerose canne legate tra loro, intorno al quale, fino al momento del suo spegnimento, si svolge l’intera festa.

Come arrivare a Silvi

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada A14 e, giunti in Abruzzo, uscire al casello Pescara Nord/Città Sant’Angelo. Imboccare, poi, la strada statale 16 (SS16) in direzione di Pescara, e poi la strada provinciale 2 (SP2) in direzione di Silvi. La prima uscita che si incontra è quella per Silvi spiaggia, altrimenti, se la destinazione è il borgo di Silvi, occorre proseguire fino ad incontrare lo svincolo per l’antico paese, sulla sinistra  

Da Pescara: dalla strada statale 16 (SS16) prendere l’asse attrezzato seguendo sempre la direzione per Ancona . Imboccare, poi, la via Vestina in direzione di Montesilvano fino a prendere via Nazionale Adriatica Nord in direzione di Silvi. La prima uscita che si incontra è quella per Silvi spiaggia, altrimenti, se la destinazione è il borgo di Silvi, occorre proseguire fino ad incontrare lo svincolo per l’antico paese, sulla sinistra 

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